venerdì 30 maggio 2008

Olmedo, Week end con il porco

di Gabriele Sanciu

OLMEDO - Chi sostiene che il traffico domenicale sia una delle maggiori cause di incidenti stradali non ha tutti i torti. A farne le spese, questa volta è stato un tassista di Sassari. Il fattaccio si è verificato domenica sera. Un urto violento, l’auto semidistrutta in cunetta, tanta paura, ma per fortuna nessuno si è fatto male. Quasi nessuno. Il sinistro infatti non è stato cagionato dal solito automobilista distratto, o dall’ennesimo gitante euforico. Unica vittima dell’accaduto è un maiale (si un maiale!) di circa ottanta chili. Il suino, ha attraversato la strada, il tratto della provinciale 158 che unisce Olmedo alla vecchia strada per Sassari, proprio all’uscita di una curva cieca. Le cattive condizioni meteo, e l’ora tarda hanno fatto il resto. "E' accaduto tutto in un attimo. Ho visto il maiale al centro della mia corsia ma non ho potuto evitarlo". F.P. ed il suo taxi, non sono stati gli unici ad essere coinvolti nello scontro. L’auto che seguiva infatti, ha centrato in pieno il corpo dell’animale e lo ha trascinato per qualche metro. Fortunatamente, non c’è stata alcuna invasione di corsia, e in senso opposto non sopraggiungevano veicoli. Allertata subito la polizia stradale, quest’ultima ha rigirato la chiamata al nucleo di polizia rurale di Olmedo, prontamente intervenuto. I barracelli hanno effettuato i primi rilievi ed hanno proceduto alla rimozione del corpo del suino. E' il caso di ripeterlo, oltre il danno la beffa. Ad un primo esame infatti il maiale non risulta marchiato, e sarà difficile, per non dire impossibile risalire al proprietario e contestarne le dovute responsabilità. "Per fortuna quel porco non era sulle strisce - ha dichiarato sarcasticamente F.P. - altrimenti mi sarebbe toccato pure risarcirlo". Certo è che gli incidenti causati da animali incustoditi, non sono una rarità, soprattutto nelle zone rurali. Per ora la Regione risarcisce i danni causati dai cinghiali e dalla fauna selvatica. Non è chiaro invece se ci siano delle responsabilità per quanto riguarda gli animali il cui padrone non viene identificato. Secondo alcuni, dovrebbero gravare sul proprietario della strada (comune, provincia o regione). Ma la casistica è fatta solo di episodi e manca una normativa specifica ed inequivocabile. A parte il povero suino, questa volta, nessuno si è fatto male. è però doveroso non abbassare la guardia su episodi del genere. Le strade sarde, non di rado sono teatro di incidenti come questi. Il gran numero di animali e le vecchie abitudini di lasciarli a pascolo brado, non tengono conto dell’aumento del traffico, soprattutto nel fine settimana, quando dalla città molti gitanti domenicali si dirigono verso le campagne. Non sarebbe una cattiva idea lanciare una campagna di sensibilizzazione, rivolta ad allevatori, anche "dilettanti" per una custodia più attenta e responsabile nei confronti dei propri animali. Anche con il coinvolgimento di quegli enti locali, che con gli abitanti del territorio hanno un contatto diretto.

Sassari, Tanta folla alla festa degli studenti

di Sarah Romagnoli

SASSARI - Si inserisce nel ricchissimo calendario del maggio sassarese la manifestazione che sabato dieci ha animato il centro storico.
Tantissimi studenti, oltre ogni previsione, si sono riversati in Piazza Università per seguire la programmazione della "loro" festa. In scaletta c’erano eventi come la promozione di un libro a cura dell’attivissima associazione "Mai dire Lettere", performance degli studenti del Conservatorio e il concerto dei "Puro Malto".
Non sono mancati ovviamente anche momenti di svago, a cui molto ha contribuito anche la presenza della Goliardia Turritana, che festeggia quest’anno i venticinque anni di attività. Piccoli particolari come il lancio della balla di fieno o la torre di barattoli con le facce dei politici da abbattere (nel miglior stile Luna Park) hanno mantenuto l’atmosfera giocosa, sicuramente concorrendo a rendere l’evento apprezzabile anche da chi cercava solo un po’ di distrazione.
Lodevole l’iniziativa degli studenti di Scienze Politiche che hanno presentato il cd Musicale di Emergency. E altrettanto è da annoverare tra le attività interessanti la degustazione di vini organizzata dai ragazzi della Facoltà di Agraria, che ha riscosso notevole successo.
Gli studenti stranieri impegnati nel progetto "Erasmus", coadiuvati dall’Associazione che li riunisce, hanno permesso ai presenti di assaggiare un pezzetto della loro terra. Baccalà con la panna per il Portogallo e Gulash per l’Ungheria hanno fatto buona compagnia alla pecora bollita e alla grigliata di carne.
Fino a tarda notte i tamburi senegalesi hanno fatto ballare chi ha cercato rifugio dalla pioggia nell’atrio di Palazzo Zirulia, a dimostrazione che è attraverso gli ambienti dell’istruzione che deve passare il processo di integrazione.
Molte le visite "Illustri", tra cui quella del Rettore Alessandro Maida e di vari professori, che hanno confermato la capacità degli studenti di mettere in piedi con le loro sole forze eventi di così grande impatto. In un mese che presenta un’offerta ricchissima tra mostre, Cavalcata, Rally d’Italia e concerti le associazioni studentesche hanno dato prova di come la cultura e l’evento culturale non debbano più essere esclusivo appannaggio di una elite.

Sassari, Primo cd per Cecilia Concas

di Betty Pinna

SASSARI - Cecilia Concas, voce rivelazione del panorama sardo, ci presenta il suo primo disco dal titolo "Miradas Arcanas". Cecilia è una ragazza simpatica, allegra, di quelle che mettono il buon umore ed hanno il sorriso "contagioso".
Allora è vero che certe volte i sogni si realizzano?
Speriamo di si, il titolo è di buon auspicio e questo lavoro racchiude tutte le mie aspettative future.
Hai iniziato a cantare a quindici anni ed anche se sembra la solita storiella che si racconta in tv, sei stata notata per caso da un musicista.
E' vero, mi hanno invitata sul palco in una festa in piazza e così è iniziato tutto. Ho trovato chi ha creduto in me, mi ha incoraggiata a studiare e mi ha inserita in quello che per me ora oltre che una grande passione è diventato un lavoro.
Come sono nati i brani di questo cd?
Per quanto riguarda i brani che ho scritto io, in realtà avevo delle musiche che mi risuonavano
in testa e grazie alla collaborazione con dei bravi musicisti abbiamo realizzato i 12 brani che fanno parte di Miradas Arcanas.
Si dice di te che hai saputo unire la tradizione più pura dei canti in re, solo per fare un esempio, traducendola in sonorità più moderne, non hai paura di critiche?
No perché il mio è un lavoro del tutto nuovo, non ho stravolto brani già esitenti, di quelli considerati "intoccabili" per la nostra tradizione, quelli contenuti in questo disco sono brani originali, nascono così.
"Amore" è il singolo che ha dato una spinta propulsiva al cd, come nasce?
Sai, leggevo un libro di Peppino Mereu, un grande scrittore e poeta sardo, e quando ho visto "Amore", una sua poesia, ho subito pensato di musicarla, la voce straordinaria di Gianni De Nanni ha fatto il resto.
Qual è il brano che ami di più tra quelli che hai scritto?
Tutti ovviamente, ma "Ninna-oh" la canto col cuore di mamma.
Cosa ti aspetti adesso con l’uscita di Miradas Arcanas?
Intanto spero di avvicinare i giovani alla nostra bella lingua, poi chissà, andrò fino a dove vorrà portarmi la fortuna. Ma ho i piedi ben saldi a terra..

Sassari, Fare un figlio dopo il cancro

di Gloria Delogu

Sassari - Si è svolta nei giorni scorsi nella Sala Convegni di San Camillo, Progettare un figlio dopo il cancro e la Chemioterapia”, una Conferenza di rilevante interesse scientifico, su vari aspetti della malattia oncologica, anche di tipo etico, legale psicologico e religioso, dove non sono mancate testimonianze toccanti . Ha parlato infatti chi la malattia l’ha provata in prima persona e l’ha saputa affrontare con l’aiuto degli oncologi, che combattono ogni giorno una dura lotta contro il cancro, e attingendo alla propria fede, sono riusciti a superarla. Ad introdurre i temi del Convegno, sono stati, dopo un breve saluto del direttore dell’Asl, il direttore dell’Unità oncologica dell’Ospedale civile di Sassari, Antonio Contu e del responsabile del centro di prevenzione e diagnosi di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl di Sassari Luigi Mannu. L’ultima sessione moderata da Salvatore Ortu e Vittorio Trova, è stata dedicata alle testimonianze di quei pazienti che dopo aver superato la malattia tumorale e relative terapie, hanno deciso di diventare genitori. Momento questo molto atteso da tutta l’assemblea e dagli stessi medici. Tre donne e un uomo, si sono alternati davanti al pubblico, per raccontare le loro esperienze dolorose, che hanno provocato in un primo momento un tremendo impatto nella loro vita, nello scoprire di essere affetti dal cancro, e in una seconda fase ,come hanno sentito crescere dentro la voglia di reagire e di affrontare il problema con coraggio e forza, affidandosi agli specialisti e alle cure appropriate. E quindi una volta certi di aver superato la malattia, come hanno deciso con tenacia, di tentare di realizzare il sogno della paternità o della maternità. Certo ciascuno ha vissuto interiormente in modo differente e personale il proprio percorso ,che comunque ha avuto momenti di ansie, di travaglio e di grande attesa. Quasi una sfida di speranza di Vita e di futuro, contro il “Cancro”, fino a qualche tempo fa, sempre sinonimo di Morte. Certo , anche attraverso un vissuto positivo e coraggioso della malattia , si può ottenere una maturazione personale ed un arricchimento interiore.

lunedì 26 maggio 2008

Sassari, il comune si dimentica di Fido

di Maria Antonietta Era

Sulle pagine della Nuova Sardegna di giovedì 21 febbraio 2008 l'Assessore all'Ambiente del Comune di Sassari, Salvatore Demontis, dichiara che nel Piano Urbanistico Comunale, peraltro in fase di ultimazione, non sono state ancora individuare le famose piccole isole di verde (o anche aree attrezzate e recintate) ad uso dei proprietari di quattrozampe che vivono in appartamento e che in quegli spazi potrebbero fare un po' di movimento in totale libertà. Anche a vantaggio e nel rispetto di tutti gli altri cittadini che dei cani a volte hanno paura. E' evidente che di queste aree c'è necessità in diversi punti, all'interno e all'esterno della cinta urbana. E non dimentichiamo che il Comune di Sassari dispone di un consistente patrimonio immobiliare fra cui tanti terreni. Oltre a diverse piccole aree di verde cittadino, in stato di completo abbandono. Ma davvero vogliamo aspettare che passino altri trentanni per avere un nuovo Piano Urbanistico Comunale dove siano previste queste aree attrezzate? E dal momento che lo stesso assessore Demontis dice che le carte del PUC si possono ancora ritoccare, sarebbe importante che la Commisssione si facesse carico del problema. Non bastano le buone intenzioni. Ci vogliono i fatti.

sabato 24 maggio 2008

Solidarietà e sostegno a distanza

di Francesco Carboni

Sono ormai diversi anni che si parla di sostegno a distanza. In questo tempo siamo cresciuti ed è cresciuta la nostra riflessione su una attività che viene fatta da molte realtà differenti e sulla quale forse sono già state scritte troppe pagine. Non può essere solo un sentimento di pietà e non deve essere un velato senso di colpa a spingere centinaia di persone a legarsi ad un progetto di sostegno a distanza. E non può nemmeno essere la voglia di "possedere" un bambino così lontano. Le motivazioni devono necessariamente essere più profonde.
Allora, forse è il caso di cominciare a legare al sostegno a distanza termini e concetti come senso di responsabilità, donazione gratuita, fiducia e speranza.
Senso di responsabilità significa educare le coscienze al valore di un gesto che compiuto anche da una persona sola in una parte del mondo può avere risvolti positivi o negativi in un’altra parte del mondo. è quello che prima chiamavamo "villaggio globale" ed ora abbreviamo in "globalizzazione". Il significato profondo è che esistono gesti in grado di consolidare a livello mondiale l’equilibrio squilibrato a favore di pochi. Ed esistono altrettanti gesti capaci di scardinare il cancello chiuso dell’indifferenza e del senso dell’impotenza. Il sostegno a distanza è uno di questi ultimi e, se visto in prospettiva, assume connotati ben più profondi del sentimentalistico senso di pietà. Donazione gratuita è quella che tutti dovrebbero essere capaci di fare. Uso il condizionale perchè noi in genere vogliamo che colui che riceva qualcosa da parte nostra sappia bene chi ringraziare e alimenti un senso di gratitudine nei nostri confronti. Donare gratuitamente significa invece non aspettarsi un ritorno, seppure soltanto emotivo, dal destinatario finale del nostro gesto. Fiducia è comunque una componente essenziale in questo gesto. Fiducia nell’organismo che accompagna la nostra solidarietà fino alla sua destinazione, con la giusta pretesa di trasparenza ed informazione.
Fiducia che il nostro gesto, insieme a quello di molti altri, contribuirà a costruire un futuro per tante persone.
Speranza è quello che tutti noi abbiamo nel cuore e che ci spinge a continuare. Speranza che questo cancello di indifferenza sia scardinato e che questo senso di impotenza svanisca davanti al concretizzarsi di iniziative capaci di dare strumenti e strutture a coloro che, solo per sorte, sono nati in situazioni al limite della sopravvivenza.

E se scoppia la terza guerra mondiale

di Francesco Carboni

La situazione attuale sta diventando sempre piu preoccupante. L’analisi geopolitica che si ricava dagli avvenimenti ci porta ad analizzare il conflitto medio orientale, che nonostante i decenni trascorsi, non si riesce ancora a intravedere una soluzione definitiva. Con le ultime elezioni in Palestina, il popolo, esasperato ha deciso democraticamente di dare il voto maggioritario ad Hamas. Questo ha determinato uno sfilacciamento dei rapporti con il Presidente Abu Mazen riconosciuto Capo moderato dell’O.L.P. a livello internazionale.Purtroppo l’ala militarista di entrambi gli schieramenti hanno dato vita a scontri armati con morti nelle opposte fazioni. Alla fine si è trovato un compromesso onorevole e le armi hanno taciuto. Ma la situazione di disgregazione è tuttora presente. L’alta disoccupazione nei Territori provoca una situazione d’instabilità, con manodopera sempre disponibile o costretta in nome di farneticanti promesse ad essere usati come uomini e donne esplosivo nei confronti del nemico giurato. Purtroppo tanti decenni di guerriglia portano da entrambe le parti ad un profondo odio. Nonostante l’intervento di numerose personalità che invocano la pace, non ultimo Sua Santità, è ormai opinione quasi scontata che su quel territorio sia necessario creare due stati reciprocamente riconosciuti. La comunità internazionale è convinta che riuscendo a normalizzare i rapporti tra questi due Stati, nell’area geopolitica si potrà dar vita a colloqui diretti tra Siria e Israele, nonchè tra quest’ultimo e il Libano. Un altro problema, di non facile soluzione è che Stati come il Libano e la Siria,dovrebbero avere la forza di espellere definitivamente tutti gli appartenenti alla galassia delle varie cellule terroristiche. Su gran parte di quelle popolazioni la grande incognita è lo Stato teocratico dell’Iran che con gli Hezbollah, dislocati in Libano e in Siria sono parte integrante politicamente e militarmente di queste nazioni. Sono degli avamposti per colpire lo Stato ebraico da nord,con incusioni mirate e da sud con il lancio dei missili Kassam da Gaza. La ritorsione dei caccia e degli elicotteri d’assalto è immediata. E così la spirale di violenza continua. Sul terreno rimangono le tragedie da ambedue le parti.
Ma l’Iran è anche qualcosa di altro.Il leader di questo grande Paese, Ahmadinejad,si è messo in testa che anche lui vuole avere delle centrali nucleari. La cosa di per se è singolare, in quanto il sottosuolo è ricchissimo di oro nero, quindi, se davvero il Paese vuole uscire dall’arrettratezza, ha certamente l’energia a disposizione per farlo. Alcuni sostengono, perchè altri Stati possono avere a disposizione il nucleare e l’Iran no. La prima risposta è che gli Stati possessori di questa alta tecnologia hanno a loro disposizione mezzi e risorse. Ma la verità e un altra. Tutti gli altri stati hanno la democrazia, i loro Parlamenti i loro Governi e i loro Leader sono i rappresentanti del popolo sovrano. Il Leader Iraniano. sostiene che la bomba atomica i suoi scienziati non la fabbricheranno mai.Forse a parole! Ma la realtà è ben diversa. L’Iran è una potenza regionale. E’ notizia di qualche giorno fà. L’incontro con il Leader dell’Iraq, nazione con la quale negli anni ‘80 era in guerra e che è costata un milione di morti.Forse anche in altre zone calde dell’Asia c’è il suo zampino? Come non ricordare il Pakistan e l’Afganistan.Se l’Iran non avesse niente da nascondere, perchè trova tutta questa difficoltà a far entrare nel suo territorio gli esperti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica? Gli scienziati sostengono che con quegli impianti volendo è possibile attivare il procedimento relativo alla costruzione della bomba atomica.Ma i l servizio segreto israeliano Mossad che è sempre ben informato sostiene tramite il Presidente Olmert che l’Iran è già in possesso dell’arma nucleare.E, lo dice apertamente durante una visita di Stato in Germania. Lo ha detto per informarne l’opinione pubblica internazionale, oppure per creare un allarme e quindi eventualmente giustificare un intervento mirato con i caccia bombardieri della stella di David? Angela Merkel, cancelliera della Germania, crede fortemente in una soluzione diplomatica della crisi nucleare.Speriamo che sia davvero così.

Volontari messaggeri di pace

di Francesco Carboni

Il Volontariato Internazionale (V.I.) è caratterizzato dalla decisione di lasciare la propria Patria e di recarsi presso un altro popolo per un periodo di tempo che consenta effettivamente di inserirsi nella cultura locale per realizzare insieme un progetto di sviluppo. Concettualmente e spiritualmente, il volontariato internazionale è una forma, per così dire, piu matura di volontariato, che comporta un maggiore impegno, forti motivazioni e precisi obiettivi e che presuppone una seria e precisa progettualita di intervento. La scelta di fare il volontario, anche se è limitata ad alcuni anni, è comunque una scelta di vita in senso totale. Questo induce a considerarla una vocazione precisa perchè l’atteggiamento interiore di donazione è votato al servizio senza condizioni. Lo sforzo di inculturarsi, l’apprendimento della lingua del posto, l’impegno per il dialogo, sono e devono essere il segno di una scelta di un cammino umano che privilegia il rapporto interpersonale e tende a trasformare le strutture che generano ingiustizia e violenza. Cosi facendo il volontariato è operatore di pace.
Certo, il volontario deve possedere caratteristiche ben definite per svolgere questo compito: anzitutto la maturità e l’equilibrio psico-affettivo, poi una professionalità specifica, utili allo sviluppo della comunità in cui svolgerà il suo servizio. Il volontariato richiama normalmente un’idea di azione, di laboriosità e di efficienza. Questo è vero. Ma è solo la punta di un iceberg: “Essere volontario” è una virtù interiore e come tale và seminata, fatta crescere, perché esige delle scelte costose e progressive; esige un itinerario educativo, delle tappe e delle verifiche. L’elemento determinante è “possedere e guidare la propria vita”, decidere dal profondo le proprie scelte; il quadro dei valori e delle motivazioni deve precedere, almeno come logica, quello dell’incontro con le persone, delle emozioni, delle situazioni di necessità “dell’altro”, del povero. Dunque, non devono essere il movente delle nostre decisioni, ma semplicemente l’occasione dell’impatto concreto. In fondo un volontario non è tale quando “parte” e perchè parte. Ma lo è per la tensione che unifica tutta la sua vita. Ovunque si trovi.

mercoledì 7 maggio 2008

Eufrasia per curare gli occhi







di Rosella Pilia*


L'eufrasia è una pianta da sempre conosciuta soprattutto per le affezioni agli occhi. Contiene tannini, glicosidi iridoidi, glicosidi fenilpropanici, flavonoidi, acidi fenolici, olio essenziale.
Ha diverse applicazioni farmacologiche. E' astringente, combatte le infiammazioni degli occhi e del naso. Dunque, per uso esterno, può essere usata per curare o alleviare infiammazioni oculari e nasali, congiuntiviti e sinusiti. In mancanza di altro dà sollievo in presenza di tosse e raffreddore. I preparati di Eufrasia da secoli sono impiegati in uso esterno affezioni agli occhi quali infiammazioni, flogosi, blefariti e congiuntiviti. Gli impacchi sono utili anche per prevenire la secrezione di muco nella congiuntiva. Ma un infuso concentrato versato nella vasca da bagno è tonificante ma soprattutto è lenitivo in presenza di dermatiti e irritazioni della pella. Consigli: Decotto per impacchi agli occhi: 3 grammi di polvere in acqua da far bollire per 10 minuti. Almeno 3 volte al giorno. Infuso: 2 grammi in mezzo litro di acqua bollente. Lasciare in infusione per per 8 minuti. Da bere due volte al giorno.



*erborista

Sardegna - Di Soru non se ne può più

di Mauro Piredda

Nel numero di marzo del nostro giornale (sardegna_nord@yahoo.it) lamentavamo la scarsa reazione dei sindacati alle malefatte di Renato Soru. E scrivevamo che se metà delle sue porcherie (politiche, sia chiaro), le avesse compiute Berlusconi, Cgil, Cisl e Uil, avrebbero messo la Sardegna a ferro e fuoco. Mentre eravamo in distribuzione, gli stessi sindacati hanno indetto una manifestazione a Cagliari contro la Regione. “Non se ne può più”, hanno detto. Ma si sono ben guardati dal convocare uno sciopero generale. L’altro aspetto, davvero impressionante, è dato dalla insofferenza anche di buona parte del centro sinistra nei confronti di Soru. La sua maggioranza si rende conto del danno politico che mister tiscali sta provocando. E allora? Be’, siamo alle solite. Davanti alla quantità di disoccupati creati da Soru, gente attenta ai problemi del lavoro come Rifondazione o il Pdci, da tempo avrebbe dovuto dichiarare la crisi. Ma siamo sinceri: quale consigliere regionale mollerebbe 20 mila euro al mese? Loro non sono così coglioni. E noi sardi, a volte sordi, non siamo così stronzi da non avere capito l’antifona.

martedì 6 maggio 2008

Sorso - Teatro sul mare





di Manuela Murineddu


SORSO - Una nuova opera sta nascendo alla Marina di Sorso al posto del vecchio pattino-dromo. Il comune, infatti, ha stanziato in due tranche prima 227 mila euro grazie alla legge regionale n. 37. In un secondo momento, con la stessa legge, ne sono stati reperiti altri 60 mila. Per la direzione ai lavori è stato incaricati l’architetto A. Campus mentre l’amministra-zione ha indicato Antonio Spano.
La nuova struttura com-prenderà spazi per passeggiate, manifestazioni sociali, sportive e culturali. Inoltre, un’area verde ospiterà alcuni servizi igienici ed un’area dove sarà possibile leggere e riposare. La parte centrale della vecchia struttura sarà riutilizzata come spazio per giochi mentre, di fronte al piazzale, è già stato costruito un anfiteatro composto da cinque gradinate con pedana in basalto, illuminate da piccole luci per consentire il passaggio anche al buio. Intorno al complesso verranno installate, di fronte al mare, quattro palme e altrettante panchine. Mentre dalla parte opposta si posizioneranno i servizi igenici e sei docce fruibili da adulti e bambini. Tutta la rete fognaria sarà collegata ad un’impianto di depurazione ad ossigenazione totale.
Insomma, un progetto complessivamente importante, studiato pensando sia al tempo libero, sia al rispetto dell’ambiente. Basti pensare che vi saranno recinzioni in legno di castagno, per bloccare la fuoriuscita della sabbia. E vicino al parcheggio verrà seminato un prato inglese, fioriere con cordonata in pietra di Nule con la quale si farà anche la pavimentazione. L’intenzione del Comune, infatti, è quella di utilizzare tutto o quasi materiale sardo come pietre basaltiche e calcaree.
Ma il progetto non si ferma qui. Infatti, col secondo finanziamento, il Municipio acquisterà un lotto di terreno della società “la Marina”. Al suo interno verrà realizzato un percorso vite, un’area pic nic ed una struttura dove sarà possibile fare attività fisica.
Dunque, il vecchio pattinodromo resterà solo un insalutato ricordo, un’inutile struttura che inizialmente ospitava gare di pattinaggio, ma che nel corso degli anni era andata in disuso, deteriorandosi per mancanza di manutenzione.

Sassari - Salvatore Canu, una vita fra i motori



di Valeria Ganadu

SASSARI - Di solito, sulle pagine del nostro come di altri giornali si leggono storie di attività commerciali storiche, che chiudono i battenti schiacciate dal peso di bilanci sempre passivi, a causa della forte crisi economica. Crisi che tocca i più deboli e li costringe ad abbassare la saracinesca. Una volta tanto possiamo invece raccontare una storia che di questi tempi fa notizia, perché è quasi un piccolo miracolo.
è il caso dell’officina di Salvatore Canu, che proprio quest’anno festeggia mezzo secolo di attività. Parliamo del “Centro revisioni Canu” che ora è solidamente alloggiato in via Milano ma che era nato nel 1958 in un piccolo locale di via sorso. Erano gli anni della rinascita italiana sotto il profilo economico. Ed è da lì che Canu ha ampliato la sua attività seguendo i ritmi di mercato e specializzandosi sulle storiche Simca e Autobianchi.
Ma capendo subito che il mondo dei motori si stava evolvendo, ha seguito nel tempo corsi di aggiormamento sulle nuove tecnologie. Ed è grazie alla sua costante curiosità che, con gli anni, è riuscito ad assumere tanti collaboratori, costruendo un team in grado di far fronte alla sempre maggior richiesta da parte dell’utenza.
“La svolta è arrivata fra gli anni ‘70 ed ‘80 - spiega Salvatore Canu - Con 15 dipendenti e il trasferimento dell’officina nei locali di via Milano, che allora tutti chiamavano circonvallazione di via Napoli”. Ma è con gli anni ‘90 che Canu ed il suo team si preparano ad una nuova sfida. Infatti, con le nuove concessioni ministeriali, la sua autofficina viene autorizzata ad effettuare le revisioni sui veicoli (moto comprese) fino a 35 quintali. Un impegno che prosegue costante e che non preoccupa questo giovane artigiano di 70 anni che (per sua ammissione) è sempre pronto ad accettare le sfide che il lavoro gli impone.
“Certo non mancano le difficoltà - conclude Canu - ma sappiamo stare al passo con i tempi. Lavorare non ci spaventa”.

lunedì 5 maggio 2008

Sassari, arte per tutti








di Paola Mussinano

Trasparenza e visibilità sono le parole chiave che caratterizzano la scelta della Pinacoteca MuS’A (Museo Sassari Arte), nel mettere a disposizione i propri tesori al pubblico. Le opere, oltre quattrocento, sono suddivise per tema e accompagnano il percorso storico, dal Medioevo alla metà del XX secolo, il tutto organizzato su tre piani.
La struttura che ospita il museo, in Piazza Santa Caterina, fu fondata dai Gesuiti nel ‘600; nacque come seminario religioso, per poi divenire ‘Real Convitto Canopoleno dei Nobili’ nel XIX secolo, ovvero un Collegio dello Stato, riservato ai figli della ricca borghesia.
L’edificio, dopo aver cambiato diverse volte la sua destinazione d’uso, è ora sede della Pinacoteca sassarese, le cui opere arrivano in gran parte da acquisizioni di privati. Le più cospicue provengono dall’imprenditore e politico Giovanni Antonio Sanna e da Giuseppe Tomè, uomo d’affari e mecenate sassarese.
MuS’A gestisce gran parte dei lavori di restauro e manutenzione delle opere, attraverso il proprio laboratorio, dotato di moderne strumentazioni. Un lavoro che va avanti grazie a lasciti generosi e a una forte volontà di condividere la conoscenza del patrimonio artistico. Tutti particolari in cui crede fortemente la direttrice di MuS’A, Alma Casula, il cui prossimo obiettivo è di poter aprire al pubblico dal prossimo giugno.
Inoltre per confermare questa filosofia di trasparenza e di accessibilità a tutti, la pinacoteca sassarese ha aderito al "Progetto Cassio". Progetto nato da un’iniziativa del Centro servizi educativi in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi, il cui obiettivo è permettere l’accesso e la fruizione del patrimonio al pubblico in situazione di disagio. Sono così previste postazioni multimediali (una sorta di ‘vetrina espositiva virtuale’), dove potranno essere visitati quei musei che facciano parte del circuito. Tali postazioni sono destinate principalmente a quanti trovino complicato visitare queste strutture, per problemi di vista o di udito.
L’accesso ai musei, in genere, può essere difficoltoso per i soggetti non vedenti o per chi deve far ricorso all’uso di altri sensi per ottenere indicazioni sulla realtà circostante.Sono stati così creati dei kit termoformati per poter conoscere le opere, attraverso l’esplorazione tattile.
Per chi volesse conoscere MuS’A può anche visitare il sito web http://www.pinacotecamusa.it/, ricco di materiale informativo e fotografico, a disposizione degli utenti. Le linee guida che caratterizzano la struttura del sito sono suggerite dal "Progetto Minerva", il cui obiettivo è coniugare aspetti tecnici con esigenze culturali e rendere i siti accessibili a ogni fruitore.
Progetto Minerva:
http://www.minervaeurope.org/

sabato 3 maggio 2008

Latino americano a Sassari




di Gabriele Sanciu




Passeggiando lungo il marciapiede di via Cilea, all'altezza delle elementari, un coinvolgente "ritmo latino", giunge alle orecchie dei passanti. Una giovane insegnante, tiene una lezione di ballo. Paola Cubeddu, ha deciso di aprire la sua scuola di danza. Per essere precisi, come puntualizza lei: "Latino-americana, caraibica e showdance". Alla domanda: "da quanto tempo sei in questo ambiente?", risponde senza esitazione: "Una vita". Paola balla da quando era piccolissima. Poi, circa cinque anni fa, ha iniziato a fare l'insegnante, come volontaria, all'oratorio di Latte Dolce. "Al momento, ci sono 14 iscritti tra i 7 ed i 17 anni, non è male." Dichiara sorridente. "Ma devo ammettere che è un lavoro a tempo pieno. Per avere il locale in affitto dal comune, ho dovuto fare una richiesta accompagnata dall'affiliazione ad un'associazione. Il coni fa una verifica e se hai le carte in regola la palestra è tua. A questo punto, si preparano le iscrizioni, con relativi tesseramenti, e tutta la documentazione che li accompagna." Paola ammette che è dura, e non ce l'avrebbe mai fatta senza l'aiuto di due insegnanti di ballo, Giuseppe Brocchi e Valeria Poddighe, che l'hanno sostenuta in questo progetto dandole un grosso apporto, sia materiale che umano. "La passione è senza dubbio un forte incentivo, ma spesso è difficile conciliarla con la voglia di creare un vero e proprio lavoro" La giovane insegnante, dimostra le sue capacità durante la lezione, quando osserva attentamente i movimenti delle altrettanto giovani allieve. Sa farsi sentire al di sopra della musica, corregge la postura, fa ripetere i passaggi, e se necessario non risparmia qualche rimprovero. "I bambini, sono facili da gestire, sono le più grandi quelle capricciose". Aggiungendo poi che le conosce sin dai tempi dell'oratorio. "Sto sempre attenta a farle restare coi piedi per terra, e all'occorrenza, una bella lavata di capo non si nega mai". Le ragazze, in risposta, si impegnano e seguono le direttive della loro maestra. Appare evidente che non sono li semplicemente per seguire la moda "degli amici di Maria" (la De Filippi, non la Madonna). "A tutti coloro i cui figli vorrebbero avvicinarsi al mondo della danza, consiglio di farli provare, senza obbligarli naturalmente. In questi anni ho notato gli effetti positivi che questo sport ha sui più piccoli. I bambini acquisiscono sicurezza, sono più socievoli, ed imparano a a faticare insieme per ottenere qualcosa". A dimostrazione che la scuola sia una cosa seria, ci sono anche i risultati. Lo scorso giugno, Paola e le sue allieve, si sono presentate con due balli ad una rassegna organizzata al Palazzetto dello sport di Sassari. Risultato: un primo ed un secondo posto. E di fronte alle prestazioni delle figlie, anche i genitori più titubanti danno il loro consenso per le trasferte. Prima di lasciarla, la mia ospite mi informa sui loro prossimi impegni. Per fine marzo hanno in preparazione uno spettacolo, poi, ad aprile, parteciperanno ad una gara, categoria showdance. Noi, da parte nostra, di fronte a tutto questo entusiasmo, non possiamo fare altro che tifare per loro ed augurargli un sincero in... bocca al lupo.

Sorso, galleria d'arte

di Manuela Murineddu

Sorso - In molti sono accorsi all’inaugurazione della nuova galleria d’arte del Prof. Pietri, pittore e incisore dal calibro superiore, con una lunga carriera artistica Nell’aria si sentiva l’ approvazione degli ospiti per delle opere dal vero contenuto artistico. Una serata ben organizzata con l’ uso del catering per il ricevimento. La galleria predisposta in tre sale espositive, la prima sala espositiva e suddivisa in parte da pannelli espositivi bianchi. Le opere di varie dimensioni, ma due erano le opere che riecheggiavano nella stanza, il campo di papaveri e il paesaggio con uliveti, la tecnica pittorica e l’uso del colore davano grande rilevo e importanza all’intera mostra, ma le opere erano tante e tutte con un grande contenuto sia grafico e pittorico, sicuramente una mostra da visitare con calma, nessun dei dipinti e da mettere in disparte, anzi sono tutti da valutare con calma.

Sassari - Calcio Aics Fair Play

di Stefano Nieddu

SASSARI - Prenderà il via il prossimo 5 maggio il primo Torneo Aics-Fair Play di calcio giovanile. La manifestazione è dedicata ai micro ed è aperta a tutte le squadre della provincia. “Il torneo che lanciamo – sp1iega il presidente dell’Aics, Franco Cassano (foto) - non vuole promuovere solo il calcio. Anche perché di partite, bambini e ragazzi ne giocano abbastanza. Per noi, quello che deve passare è il messaggio del Fair Play. In sostanza, ciò che conta è che i bambini mettano in pratica le giuste regole di comportamento che ci si aspetta in una competizione che dev’essere corretta e rispettosa degli avversari. “Prima dell’apertura, faremo un incontro con gli arbitri - prosegue Cassano - A loro diremo che in campo dovranno essere soprattutto educatori, spiegare, oltre che fischiare i falli. Ma anche «premiare» i meritevoli”. La novità, infatti, consiste nell’introduzione di un terzo cartellino. Assieme a quelli giallo e rosso (per ammonizioni ed espulsioni) si spera di poter usare anche un cartellino, di colore azzurro, col quale l’arbitro indicherà le azioni positive di correttezza e cavalleria. “C'è troppo agonismo, nel calcio come in altri sport - incalza Franco Cassano - Si chiede troppo agli atleti ai massimi livelli. E certi atteggiamenti finiscono per condizionare anche il comprtamento in gare che dovrebbero essere feste di sport. Come, per l'appunto, il calcio dei bambini”. Le iscrizioni, che si raccolgono presso l’Aics di Sassari, in via Cedrino 3, potranno essere presentate sino al 19 aprile. Per ulteriori informazioni si può chiamare anche lo 079 25.95.047.