
di Paola Mussinano
Trasparenza e visibilità sono le parole chiave che caratterizzano la scelta della Pinacoteca MuS’A (Museo Sassari Arte), nel mettere a disposizione i propri tesori al pubblico. Le opere, oltre quattrocento, sono suddivise per tema e accompagnano il percorso storico, dal Medioevo alla metà del XX secolo, il tutto organizzato su tre piani.
La struttura che ospita il museo, in Piazza Santa Caterina, fu fondata dai Gesuiti nel ‘600; nacque come seminario religioso, per poi divenire ‘Real Convitto Canopoleno dei Nobili’ nel XIX secolo, ovvero un Collegio dello Stato, riservato ai figli della ricca borghesia.
L’edificio, dopo aver cambiato diverse volte la sua destinazione d’uso, è ora sede della Pinacoteca sassarese, le cui opere arrivano in gran parte da acquisizioni di privati. Le più cospicue provengono dall’imprenditore e politico Giovanni Antonio Sanna e da Giuseppe Tomè, uomo d’affari e mecenate sassarese.
MuS’A gestisce gran parte dei lavori di restauro e manutenzione delle opere, attraverso il proprio laboratorio, dotato di moderne strumentazioni. Un lavoro che va avanti grazie a lasciti generosi e a una forte volontà di condividere la conoscenza del patrimonio artistico. Tutti particolari in cui crede fortemente la direttrice di MuS’A, Alma Casula, il cui prossimo obiettivo è di poter aprire al pubblico dal prossimo giugno.
Inoltre per confermare questa filosofia di trasparenza e di accessibilità a tutti, la pinacoteca sassarese ha aderito al "Progetto Cassio". Progetto nato da un’iniziativa del Centro servizi educativi in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi, il cui obiettivo è permettere l’accesso e la fruizione del patrimonio al pubblico in situazione di disagio. Sono così previste postazioni multimediali (una sorta di ‘vetrina espositiva virtuale’), dove potranno essere visitati quei musei che facciano parte del circuito. Tali postazioni sono destinate principalmente a quanti trovino complicato visitare queste strutture, per problemi di vista o di udito.
L’accesso ai musei, in genere, può essere difficoltoso per i soggetti non vedenti o per chi deve far ricorso all’uso di altri sensi per ottenere indicazioni sulla realtà circostante.Sono stati così creati dei kit termoformati per poter conoscere le opere, attraverso l’esplorazione tattile.
Per chi volesse conoscere MuS’A può anche visitare il sito web http://www.pinacotecamusa.it/, ricco di materiale informativo e fotografico, a disposizione degli utenti. Le linee guida che caratterizzano la struttura del sito sono suggerite dal "Progetto Minerva", il cui obiettivo è coniugare aspetti tecnici con esigenze culturali e rendere i siti accessibili a ogni fruitore.
http://www.minervaeurope.org/
La struttura che ospita il museo, in Piazza Santa Caterina, fu fondata dai Gesuiti nel ‘600; nacque come seminario religioso, per poi divenire ‘Real Convitto Canopoleno dei Nobili’ nel XIX secolo, ovvero un Collegio dello Stato, riservato ai figli della ricca borghesia.
L’edificio, dopo aver cambiato diverse volte la sua destinazione d’uso, è ora sede della Pinacoteca sassarese, le cui opere arrivano in gran parte da acquisizioni di privati. Le più cospicue provengono dall’imprenditore e politico Giovanni Antonio Sanna e da Giuseppe Tomè, uomo d’affari e mecenate sassarese.
MuS’A gestisce gran parte dei lavori di restauro e manutenzione delle opere, attraverso il proprio laboratorio, dotato di moderne strumentazioni. Un lavoro che va avanti grazie a lasciti generosi e a una forte volontà di condividere la conoscenza del patrimonio artistico. Tutti particolari in cui crede fortemente la direttrice di MuS’A, Alma Casula, il cui prossimo obiettivo è di poter aprire al pubblico dal prossimo giugno.
Inoltre per confermare questa filosofia di trasparenza e di accessibilità a tutti, la pinacoteca sassarese ha aderito al "Progetto Cassio". Progetto nato da un’iniziativa del Centro servizi educativi in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi, il cui obiettivo è permettere l’accesso e la fruizione del patrimonio al pubblico in situazione di disagio. Sono così previste postazioni multimediali (una sorta di ‘vetrina espositiva virtuale’), dove potranno essere visitati quei musei che facciano parte del circuito. Tali postazioni sono destinate principalmente a quanti trovino complicato visitare queste strutture, per problemi di vista o di udito.
L’accesso ai musei, in genere, può essere difficoltoso per i soggetti non vedenti o per chi deve far ricorso all’uso di altri sensi per ottenere indicazioni sulla realtà circostante.Sono stati così creati dei kit termoformati per poter conoscere le opere, attraverso l’esplorazione tattile.
Per chi volesse conoscere MuS’A può anche visitare il sito web http://www.pinacotecamusa.it/, ricco di materiale informativo e fotografico, a disposizione degli utenti. Le linee guida che caratterizzano la struttura del sito sono suggerite dal "Progetto Minerva", il cui obiettivo è coniugare aspetti tecnici con esigenze culturali e rendere i siti accessibili a ogni fruitore.
Progetto Cassio: http://www.beniculturali.it/sed/CASSIOmod/progetto_standard.htm
Progetto Minerva:http://www.minervaeurope.org/
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