martedì 21 luglio 2009

Baby sitter? Le trovi sul web



di Maria Antonietta Era

SASSARI - Che ci piaccia o no, sono finiti i tempi in cui erano i nonni o la zia ancora signorina a far grandi i figli dei genitori molto impegnati. Con la parità dei sessi e l'avvento delle quote rosa, le mamme rampanti, impegnate fuori casa, ormai sono praticamente la totalità delle donne. I nonni moderni dal canto loro tendono a occupparsi la vecchiaia in modi molto diversi, ma non facendo più i baby sitter a tempo pieno. Che dire poi delle zie ancora "signorine"? Loro sono comunque più impegnate di tutti a cercare di diventare "signore". Si potrebbe discutere a lungo sull tipo di educazione che nonni e zie hanno impartito per secoli. Certo è che, ormai da tempo, su di loro non ci si può più contare. Anche le baby sitter degne di essere definite tali, sembrano essere una specie in via di estinzione. Motivi per cui è emersa prepotentemente la necessità di individuare figure professionali qualificate ed affidabili, per la cura e l'assistenza dei nostri figli. E' in questa direzione che, negli ultimi anni, sono nate e operano nel mondo occidentale, agenzie specializzate, che si attivano nel territorio e il cui sito è facilmente consultabile su Internet. Nel nostro paese la figura della vecchia baby sitter viene ora definita come "Operatore Socio Assistenziale per l'lnfanzia", ma in questo ruolo sono inclusi anche operatori in possesso di specializzazione e di esperienza con bambini diversamente abili. Queste agenzie, selezionano operatori con laurea in scienza dell'educazione, diploma di educatore professionale o anche con grande esperienza nel settore. Offrono diversi tipi di collaborazione, a seconda delle tante esigenze delle famiglie, in regime di part time o long time, soltanto per l'estate, oppure tutto l'anno. Perciò, sembra ovvio che, se si è nella condizione di assentarsi per tante ore da casa, è meglio farlo affidando i propri figli a personale preparato ed esperto, piuttosto che a giovani ragazze che a volte si improvvisano in questo ruolo e che sono assolutamente impreparate. Di recente è nata anche in Sardegna l'Agenzia Lollipop (http://www.agenzialollipop.it/), la cui selezione ha individuato un grande quantità di personale altamente qualificato, in grado di offrire sull nostro territorio, ma anche nel resto d'Italia, tutti i servizi dedicati alla cura e educazione dei bambini. Nonché operatori con conoscenza delle lingue e, attraverso il progetto S.O.S Tata, interventi mirati di operatori altamente qualificati nella risoluzione di problemi specifici legati all'infanzia. La fondatrice dell'agenzia, Deniz Dogan, ha intrapreso quest'attività con grande passione, in quanto lei stessa educatrice professionale, diplomata alla scuola di Zurigo nel 2004, nonché mamma. Deniz Dogan, con la stessa passione, si propone di trovare le soluzioni per ogni esigenza familiare. Insomma, i presupposti sono ottimi e confidiamo sui requisiti di queste figure professionali per garantire alle future generazioni un valido supporto educativo, "degno" e, perchè no, migliore di quello dei "padri". Per informazioni: info.agenzialollipop@yahoo.it.

giovedì 11 giugno 2009

Immagini e attività del Circolo Sassarese

















di Maria Antonietta Era

SASSARI - Con la presidenza di Francesco Azzena, il Circolo Sassarese ha inaugurato nelle scorse settimane una nuova stagione. Infatti, lo stesso Azzena ha come obbiettivo quello di dare impulso all’attività del Circolo, avviando tutta una serie di iniziative a carattere culturale, sociale e ricreativo. Fra gli obbiettivi c’è anche quello di interagire attivamente con il tessuto culturale della città. Nell’avviare queste iniziative, partner ideale e disponibile si è rivelato Bruno Merella, figura intellettuale di spicco nel panorama sassarese. Giornalista e documentarista, profondo conoscitore della storia della nostra isola, Merella ha curato la regia di una serie di conferenze e proiezioni tenute al circolo, che ha sede nel palazzo nobile di san Sebastiano. La prima aveva per tema la Sassari del dopoguerra, nelle immagini dell’allora neonato Cineclub Sassarese. La proiezione è stata resa possibile dal contributo dei filmati di Nando Scano e Benito Castangia, autentici testimoni del tempo e protagonisti dell’evoluzione delle tecniche cinematografiche e giornalistiche in Sardegna. Importante anche la partecipazione di Carlo Dessi, uno dei responsabili del Cineclub Sassari. La seconda conferenza aveva per titolo “Segni indelebili della presenza dei templari in Sardegna”. Un tema di grande attualità e fascino, che ha avuto come relatore Francesco Tamponi, della Segreteria della Consulta Regionale dei Beni Ecclesiastici. L’ultimo incontro è stato dedicato al Supramonte con i miti, la gente e la natura. Un excursus sui nomi di spicco e sugli aspetti evolutivi del banditismo in Sardegna, un fenomeno che ha “animato” per decenni la natura selvaggia del centro dell’isola. All’incontro ha partecipato anche Graziano Nudda, direttore generale dell’Ente Foreste della Sardegna. Insomma, argomenti di grande empatia, che in futuro saranno ulteriormente approfonditi, in un armonico connubio tra degustazioni gastronomiche e momenti di socializzazione.

Sassari, successo del Mus'a

di Maria Antonietta Era
La "Pinacoteca al Canopoleno" prosegue la sua attivi






















SASSARI - Prosegue con un buon interesse da parte del pubblico l’attività del Mus'a, la Pinacoteca al Canopoleno di via Santa Caterina. Parliamo di un sito monumentale, con spazi espositivi di tutto rispetto, ubicato nel cuore del centro storico di Sassari. L’ex “Canopoleno” era stato realizzato in una poderosa cinta muraria, dentro un edificio intitolato ad Antonio Canopolo (1540-1621), arcivescovo di Oristano. Il palazzo ha ospitato il Seminario Canopoleno e la Casa Professa, inaugurati nel 1627, con insegnanti gesuiti. Nel 1824, i Gesuiti lo restaurarono e lo ampliarono, trasformandolo in “Real Convitto Canopoleno Dei Nobili”, frequentato principalmente dai figli della ricca borghesia sassarese, svolgendo una funzione educativa fino al 1848. Dal 1865 al 1933, lo stabile ospitò il liceo-ginnasio “Azuni” e dopo varie vicende e anni di abbandono, solo di recente e grazie ai fondi stanziati dal Ministero dei Beni Culturali si è potuto restaurare e mettere in sicurezza l'intero edificio. Il Museo, sotto la direzione di Alma Casula, si propone di perfezionare progetti di gestione, restauro e cura del patrimonio storico e artistico che custodisce e rende fruibile al pubblico. Un patrimonio di grande valore che, nelle varie forme, propone opere realizzate dal ‘600 al ‘900. Inoltre, la Sopraintendenza ha gia varato un calendario di iniziative che prevede conferenze, concerti e manifestazioni culturali, con l'intento di stimolare l’approfondimento sui temi di interesse etno antropologico e di interazione con il mondo dell'arte. All'interno del museo, infatti, sono a disposizione del pubblico una sala studio con postazioni internet, dotata di moderne strumentazioni audiovisive, una biblioteca specializzata, archivi e cataloghi. Il Mus’a, inoltre, è sede di laboratori di restauro d'eccellenza: le iniziative in calendario sono collegate alle Giornate Europee del Patrimonio, mentre la Sopraintendenza sta già lavorando a più ambiziosi progetti per garantire solide fondamenta scientifiche alla classificazione delle opere. Tutti questi elementi contribuiscono affinché il Mus'a abbia un ruolo attivo e dinamico nella rivitalizzazione e rivalutazione del centro storico di Sassari, che tanto sta a cuore a tutti i sassaresi. La Pinacoteca Canopoleno era stata inaugurata alcuni mesi fa con una prima mostra di dipinti del ‘600 e del ‘700 di grandissimo pregio. Dipinti in gran parte provenienti dal generoso lascito dell'imprenditore e politico sassarese Giovanni Antonio Sanna al Museo Archeologico Nazionale di Sassari, a lui dedicato. Opere conservate nei depositi dello stesso museo. Le tele sono tuttora oggetto di attenti restauri e approfonditi studi per sottrarle all'anonimato.
Il Mus’a si trova in piazza Santa Caterina, 4. / www.pinacotecamusa.it /

martedì 5 maggio 2009

martedì 31 marzo 2009

Radio Nova Notizie

"Revocate la cittadinanza a Berlusconi"

di Giuseppe Fois

“Niente fondi per la Olbia Sassari? No alla cittadinanza onoraria di Berlusconi”. La richiesta corre sul web. E’ rabbiosa, civile. Ha i connotati di una vera e propria contestazione ad personam. Si serve di facebook per orchestrare un pressing sempre più corale e dai toni apertamente provocatori. Un aut aut che non conosce mezze misure, che non tollera false promesse svendute al soldo della poltrona. O bianco come le strisce di un impegno, quello solenne delle quattro corsie, o nero come l’inarrestabile catena di lutti che funesta la Sassari Olbia.
Se qualcuno vi scorge l’ennesimo attacco strumentale mosso contro il cavaliere, presto dovrà ricredersi. Ne è convinto Giovanni Lopes, cittadino olbiese, fondatore e responsabile di questo insolito comitato di facebook, che in poche settimane ha raggiunto la ragguardevole soglia dei 1500 sostenitori.
Cosa vi spinge a portare avanti un progetto così forte?
LOPES - La gente è indignata, si è sentita presa in giro. Abbiamo capito che ci vuole una forte protesta-provocazione e che non è sufficiente raccogliere per strada qualche centinaio di firme. La cittadinanza onoraria è stata attribuita nel 2003 dall'ex sindaco Nizzi. Considerato che è proprio il Governo Berlusconi l'artefice dello scippo dei fondi per la realizzazione della 4 corsie Olbia Sassari, come possiamo ancora affermare che il premier sia legato al territorio?
Quali benefici vi aspettate?
LOPES - Il beneficio può essere solo indiretto. Se riusciamo a fare discutere la proposta in Consiglio Comunale, la notizia avrà risalto nazionale e sarà chiaro che questa protesta nasce della scippo dei fondi destinati alla strada Olbia Sassari. Non credo sia una buona pubblicità per Berlusconi, che vive di sondaggi e di consenso popolare. E comunque, visto che ha disatteso precisi impegni presi, ha dimostrato di non esser legato al territorio che lo ospita e pertanto non merita più questa onorificenza.
Nel concreto, come pensate di agire?
LOPES - Depositeremo una petizione indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale di Olbia, nella quale chiederemo all'Amministrazione di discutere la revoca della cittadinanza onoraria a Berlusconi”.
Aspettative?
LOPES - Il nostro attuale obiettivo è quello che il consiglio comunale di Olbia prenda atto della nostra legittima richiesta e ne discuta apertamente.
E in caso di un voto contrario?
LOPES - Abbiamo previsto il rifiuto, che quasi certamente arriverà. In fondo l'amministrazione di Olbia è di centro-destra. Comunque, abbiamo altre legittime opzioni allo studio, tutte da valutare.

venerdì 27 marzo 2009

Radio Nova Notizie

Sassari e il Fondo per l'Ambiente Italiano

di Paola Mussinano


SASSARI - L'Estanco, ex Regia Fabbrica del Tabacco a Sassari, aprirà le porte al pubblico in occasione della Giornata Fai di Primavera. Il 28 e il 29 marzo ricorre l'appuntamento arrivato alla XVII edizione, organizzato dal Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI) che renderà accessibili 580 beni distribuiti sul territorio nazionale.
Il Fai è presente a Sassari dal 2001. In questi anni sono state diverse le bellezze della città, rese visitabili durante la Giornata di Primavera. Tra queste l'ex Mattatoio e l'ex Ospedale SS Annunziata. Ed anche grazie a questo interesse che è stato sensibilizzato il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che ne ha curato il restauro.
Quest'anno ad essere fruibili sono i locali dell'Estanco, presso il complesso dell'Università centrale. Estanco, termine proveniente dal verbo catalano “estancare” formato dal prefisso latino ex- (fuori) + tancare (chiudere), indica il “detenere”, ossia il detenere i diritti, in questo caso, sulla produzione e la vendita dei tabacchi. Dal 1782 infatti, divenne sede della Regia Fabbrica del Tabacco, perdendo la sua originaria destinazione come parte del Collegio di Studi di San Giuseppe.
Nel 2004 gli ambienti adibiti allo stoccaggio dei tabacchi e del sale, sono tornati all'Università. L'Ateneo, l'anno successivo, ha reso disponibile al pubblico la struttura con una rassegna espositiva e le parole del rettore Alessandro Maida auspicavano una valorizzazione dell'edificio da restituire alla città di Sassari.
Ora il FAI permetterà ai cittadini di riappropriarsi degli spazi dell'ex fabbrica del Tabacco, dedicando due giornate in cui ci si potrà rendere protagonisti di un processo di salvaguardia e non fungere da semplici spettatori.
L'appuntamento è quindi all'Estanco - ex Regia Fabbrica del Tabacco in piazza Università sabato 28 e domenica 29 marzo.
Orario:10-13/15-18.30. le visite saranno guidate da "apprendisti Ciceroni", cioè giovani studenti di scuole primarie e secondarie, formati in ambito scolastico sui Beni aperti in occasione della Giornata di Primavera.
Corsie preferenziali saranno organizzate per gli iscritti al FAI dalle 11 alle 12 (è possibile iscriversi in loco).
Per info sul FAI: http://www.fondoambiente.it/
Sede della delegazione FAI Sassari:
Libreria Delfino
Via Rolando 9 07100 Sassari

lunedì 16 marzo 2009

Radio Nova Notizie

Sassari, tutti pazzi per Face Book

di Gabriele Sanciu


I tempi cambiano. La voglia di esposizione mediatica cresce.
I nuovi mezzi di comunicazione offerti dalla rete sono alla portata di tutti.
I sassaresi, non sono rimasti immuni, e si sono fatti contagiare dalla mania. Tralasciando gli oltre 11 milioni di risultati che si ottengono digitando “Sassari” su Google, il più popolare motore di ricerca, sono gli altri veicoli a dare un’idea più indicativa.
Sono 6220 i video, riguardanti la città, caricati su youtube. I più ciccati, manco a dirlo, riguardano la Torres, reguiti dai Candelieri e dalla Brigata Sassari con l’inno Dimonios”. A fare da cornice, parodie di film ambientate per le strade della città, performance musicali, eventi meteo di spettacolare entità o nostalgici come le storiche nevicate.
Su myspace i risultati sono ben 26.700. Qui per lo più si da spazio a gruppi musicali ed associazioni di vario genere, che in poche ore possono allestire una vetrina virtuale delle propria attività.
Non è passata inosservata la rivoluzione del social network per eccellenza: Facebook. Sono migliaia ormai, i sassaresi che si danno appuntamento sul sito.
Promozione di iniziative, e “Piazze d’Italia” virtuali, dove ci si incontra per scambiare pareri e fare gossip in salsa locale. Quanti amici poi, persi di vista da tempo, rincontrano on-line.
Un modo per raggiungersi e ritrovarsi, letteralmente, in ogni angolo del mondo. Tra le molte teste giornalistiche anche il “Sardegna Nord News” si è ritagliato il suo spazio su facebook. Sarà possibile contattare direttamente la redazione, usufruire dei contenuti del blog “xxxxxxxxxx” e partecipare in tempo reale a tavole rotonde e dibattiti.
La rivoluzione tecnologica continua...

martedì 3 marzo 2009

Semmu di Sassari, "capitale" di Face Book


di Giuseppe Fois
SASSARI - Alzi la mano chi tra gli habitué sassaresi di facebook non ha stretto amicizia con Semmu di Sassari. Pochi probabilmente, a giudicare dalle sostanziose frequentazioni che animano il suo profilo. Semmu di Sassari – per tutti SdS – è un pentolone di quasi cinquemila volti sassaresi lanciati in rete da ogni angolo della città e dell’hinterland. Un pezzo di Sassari insomma, che ogni giorno si dà appuntamento in questa insolita Piazza d’Italia telematica, come fosse la trasposizione virtuale del salotto tanto caro ai sassaresi.
Spassoso e coinvolgente, avvezzo alla tecnologia, Sds diverte e non nasconde un pizzico di nostalgia per la Sassari di un tempo, come traspare dalle domande che poniamo al suo creatore che vuole restare senza nome e senza volto.
Cosa ti spinge a promuovere Sassari e la sassareseria su Facebook?
SdS -
Non mi sento un promotore della sassareseria, perché il Sassarese è per storia e tradizione una persona che le proprie origini e l'orgoglio per la propria città li porta radicati nell'anima. Il mio intento è solo quello di fornire ai sassaresi la possibilità di interagire e di sentire il sapore della città, nel momento in cui non fosse possibile dal lato pratico. Diversi SdSsini sono emigrati all'estero, studiano fuori sede, ma sono anche persone che per seguire l’amore hanno scelto altri lidi.
Si dice che Sassari non sia più la città cionfraiola di un tempo. Sds si propone di recuperare un po’ di quello spirito burlone?
SdS - Ritengo che lo spirito burlone dei sassaresi sia ancora abbastanza vivo nelle generazioni over 30. I giovani d’oggi, forse, stanno crescendo in un habitat troppo artefatto per comprendere l’importanza di certe cose semplici e genuine, come il tradizionale spirito cionfraiolo.
Com'è nata l'idea di “Lu Sindagu”?
SdS - L’idea di “Lu Sindagu” è nata spontaneamente: abbiamo una ziddai virtuale, perché non eleggere un sindaco virtuale, con tanto di giunta e di assessori. La campagna elettorale è stata gestita secondo i più tradizionali canoni cionfraioli: per la rete hanno girato santini, manifesti, filmati, doppiaggi. E poi i partiti in lizza: Il Popolo della Birretta, La Lista della Spesa, Lu Rizzu in Busciaccara, Forza Grabiglia, Il Rosato nel Pugno, Abà Magnemmu noi, Lista DiDietro.
Lu Sindagu eletto, onorevole Franco Carta, appena insediato ha messo in piedi una squadra di assessori che pian piano sta prendendo coscienza degli incarichi.
Un'altra curiosa idea è stata l'elezione della "Miss Sassari OnLain". Ce ne vuoi parlare?
SdS
-L’elezione di Miss Sassari OnLain è stata un’altra manifestazione che ha riscosso molto successo fra i SdSsini, forse ancor di più dell’elezione di Lu Sindagu. Si son date battaglia 20 candidate di tutte le età. Il dibattito è stato molto animato, ma sempre nel rispetto delle tradizionali regole cionfraiole, e dunque con velati sfottò e argomenti provocatoriamente satirici. Alla fine ha prevalso su tutte miss Francesca Giuditta Eleonora Manca, che ha avuto la meglio anche sulla nostra Elisabetta Canalis, che tanto simpaticamente ha accettato di giocare con noi e che per questo mi sento di ringraziare.
Stai già pensando alle prossime iniziative?
SdS - Ci sono numerose idee che bollono in pentola, alcune allo stato embrionale e altre già in fase esecutiva. Per esempio, c’è in ballo una simil-schedina tipo Totocalcio, che comprenda gare riguardanti le solo squadre di Sassari, indipendentemente dalla disciplina. Il concittadino sarà chiamato a indovinare i risultati. Sono poi in allestimento altre 2 sezioni, “La Faradda” e “La Cavalcata”: due collezioni di foto e di informazioni riguardanti i due eventi, ai quali noi sassaresi siamo passionalmente legati.
Queste due sezioni andranno ad aggiungersi a quelle già esistenti, “Come eravamo”, “Sassari significa”, “Cittadini onorari”, e ai vari album delle figurine della Torres, della Dinamo e della Tangram. E molto altro ancora è in fase di studio. insomma, siamo sempre in fermento!

Radio Nova Notizie

lunedì 16 febbraio 2009

Mariella Masoni, poetessa del sogno



di Maria Antonietta Era


SASSARI - Vorrei parlare della raccolta di poesie della scrittrice e poetessa sassarese Mariella Masoni (nella foto in alto), pubblicato da Edizioni Tas a Sassari nel 2007. Un volume da cui, tra realtà e metafora, scaturiscono palpitanti emozioni e infinite vibrazioni, pagine di rara sintesi di amore cosmico, amore totale e assoluto per ciò che è materia ma anche spirito, per ciò che e palpabile e ciò che è inafferrabile. Alchimie di sentimenti e di emozioni che si tramutano in parole. In queste pagine tutto l’arcobaleno della vita. Trovo la lettura di questo volume terapeutica per chi ha perso l’entusiasmo di vivere. Il volume contiene 78 pagine e costa 10 euro.

Note biografiche dell’Autrice: Mariella Masoni nasce a Sassari nel 1957, è attualmente docente di ruolo presso l’Istituto “M. Castelvì” di Sassari, referente da giugno 2006 di una Rete di otto scuole di Sassari e provincia, in condivisione d’intenti progettuali atti a valorizzare la cultura sarda, con il Comune di Sassari ed il Centro di cultura sarda a Berlino: Presente nell’Antologia “Altre parole d’amore con la poesia“ Turri “, e per il “ Salotto letterario”di Torino con la poesia “Momenti”. Delegata regionale del Salotto letterario della Sardegna.


“Turri”


Il seme colava tra incavi di scogliera
e la terra sembrava avere lingue d’erba
per assaporarne il caldo che sapeva di notte
e di battiti di voli come intreccio di corpi appena slegati.
Il seme colava
e lo sentivano i pendii morbidi di fremiti
come eco di montagne che a volte sono scudo
ma aprono profondo e muovono tempeste di rugiada…
Il seme colava tra voci di canto
che squarciano il fumo di nuvole sfatte d’aurora…
Il seme colava
ed il vento tra le gambe degli alberi
lo raffreddava
sentendo urlare ancora i gemiti d’aria
che danno vortici all’essere Vita…
come incoscienza…
Il seme colava tra lacrime di torrente
che vuole arrivare al mare
e il colore era fatto di spiriti lontani
che non avrebbero mai immaginato di toccare il Sole…
Il seme colava e l’ho visto nascere
come mani che sollecitano il suo sorgere…
Il seme colava e stringevo forte
muscoli di zolle per non perderlo…
La mia isola colava seme…..
che non sapeva di esserlo.

Sassari, un sito per i non vedenti


di Maria Antonietta Era

SASSARI - In città è uno dei pochi esempi di attenzione al sociale coniugata al business aziendale. Finalmente operativo il sito Web Polaris Group, progettato per facilitare i disabili nell’accesso agli strumenti informatici. Mercoledì 4 febbraio 2009, si è tenuta a Sassari, presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali, la presentazione del sito Internet www.soluzionipervoi.it. Il sito è destinato agli ipovedenti di diverso grado e ai non vedenti. Rappresenta un prezioso strumento per accedere all’informazione e all’intrattenimento. Infatti, attraverso tecnologie diverse, consente agli ipovedenti di navigare scegliendo modalità di lettura personalizzate, fra le diverse dimensioni di caratteri di stampa, sfondi e colori più o meno scuri, a seconda del deficit visivo di ciascun utente. Il sito mette a disposizione, inoltre, una serie di collegamenti con link specializzati sulle problematiche relative alle disabilità, nonché diverse rubriche di intrattenimento. Lo strumento più prezioso per i non vedenti è senz’altro “My Voice”, ovvero un software che consente di utilizzare una sintesi vocale per navigare sul sito e poter “ascoltare la lettura”. Per esempio di libri, documenti, ricette e quant’altro. Sul sito, inoltre si trovano rubriche, eventi ed una sezione per interagire con l’azienda produttrice del software, che intende perfezionare e migliorare il sito sulla base degli stessi suggerimenti degli utenti. Il software è il risultato di un progetto realizzato dall’azienda “Polaris Group Soluzioni per il 2000 P.G., cofinanziato dalla stessa Polaris e dai Fondi POR della Regione Autonoma della Sardegna. Il sito Web è conforme alla Legge Stanca, n° 4/2004, per favorire ai disabili l’accesso agli strumenti informatici.

Berlusconi: buon manager, modesto politico?

di Giuseppe Fois

Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, non ci dovrebbero essere grossi dubbi sul fatto che il Presidente Berlusconi è un imprenditore audace e un politico sfortunato, o se vogliamo un imprenditore fortunato e un politico poco audace. Conosciamo tutti la poderosa ascesa del cavaliere imprenditore, costellata di straordinari successi aziendali costruiti con grande audacia e tanta fortuna. D’altro canto, non possiamo non ammettere che le modeste esperienze dei suoi governi appartengono a un periodo storico non proprio fortunato: l’11 settembre prima e la crisi internazionale poi, sono pur sempre eventi funesti per chiunque abbia responsabilità di governo, sia esso di destra o di sinistra. Malgrado ciò, il Presidente Berlusconi non ha mai smesso di predicare miracoli e anzi, ha sempre rimarcato il successo delle sue intraprese a garanzia dei prodigi in serbo per il Paese. Ma mentre le sue aziende hanno continuano a macinare profitti e investimenti da favola, il Paese ha iniziato a navigare sempre più a vista, e ora rischia di arenarsi definitivamente tra le secche della crisi. E’ lecito dunque chiedersi dove sia finita quella forza imprenditoriale che a detta sua avrebbe dovuto portare prosperità e tanto benessere per il Paese. Sarà forse che il valente imprenditore è in fondo un modesto politico, vuoi per troppa “sfortuna”, vuoi per poca “audacia”?

lunedì 2 febbraio 2009

Radio Nova Notizie

Soru? No grazie, meglio Topo Gigio

di Mauro Piredda

I lettori che abbiano seguito il nostro giornale in questi anni, sanno che abbiamo sempre avuto posizioni laiche, ospitando pareri ed analisi anche contrastanti fra loro fra loro. E questo perché riteniamo che nessuno abbia verità in tasca. E che solo dal confronto fra opinioni diverse sia possibile trovare soluzioni condivise.
Ma c’è un punto sul quale in questi anni non abbiamo avuto esitazioni: la necessità di allontanare Renato Soru dalla guida della Regione. E la nostra non è una posizione preconcetta o partitica, ma semplicemente il frutto di un’amara constatazione: Soru, in 5 anni ha distrutto - lui sì per motivi ideologici - grosse parti dell’economia isolana.
Le sue leggi urbanistiche, nate per tutelare il territorio, si sono rivelate catastrofiche per un settore economico fondamentale come quello dell’edilizia. Solo in provincia di Sassari, ci sono centinaia fra piccole imprese, piccoli studi di geometra, manovali e muratori che hanno sempre vissuto del piccolo intervento edilizio; quello diffuso in città ma anche nelle campagne.
Tutto bloccato.
E quando si ferma l’edilizia si fermano anche le decine di settori economici e commerciali che sono strettamente connessi.
E la formazione professionale? Ci sono enti, seri e moderni, distrutti dalla furia talebana di Soru. Solo a Sassari sono andate perse centinaia di posti di lavoro.
E i tagli al mondo sportivo?
E il caos della sanità?
E i milioni di finanziamenti non spesi?
Insomma, ce n’è abbastanza per voltare pagina e cambiare.
I suoi fans dicono: Meglio Soru.
E noi rispondiamo: "No grazie, meglio Topo Gigio".
E comunque le alternative di voto non mancano: nè a destra, nè a sinistra.

L’antiberlusconismo è un prodotto che vende.

di Gabriele Sanciu

E’ ormai un’espressione inflazionata, ma anche questa campagna per le regionali ha dimostrato che Berlusconi è l’unico politico che da solo tiene in piedi la sinistra. Antiberlusconismo come status symbol. Punta di diamante della lotta al potere. Il dimissionario Soru, neo padrone de “L’Unità”, da abile venditore mediatico, non si tira indietro e cavalca l’onda. Come lui ovviamente i suoi vassalli ed i suoi mandanti, che si guardano bene dal fargli mancare le munizioni necessarie. Così Veltroni, primo ministro ombra, si scaglia contro il rivale di Arcore, nell’azzeccata cornice del Teatro Verdi, ideale per mettere in scena monologhi drammatici. Il partigiano Di Pietro carica a testa bassa, inconsapevole, forse, del fatto che il Renato alleato è uno di quei politici indagati che, fino a qualche mese fa avrebbe epurato senza possibilità di appello. Gli ambienti intellettuali, abbandonati i libri ed il cinema d’autore, commentano nei salotti e nei caffè letterari le gaffe di quel Cavaliere, che più che senza macchia è una macchietta. Faccia mea culpa Ugo Cappellacci, per aver permesso al leader di partito un’ingerenza così pesante nella sua campagna elettorale. Per non essersi mostrato da subito adatto e degno della leadership regionale. Facciano mea culpa quei sardi che, da più di due anni, si lamentano dei malanni loro arrecati dal malgoverno di Soru, ma, pur di non votare per l’odiato Cavaliere, ben sopporterebbero altri cinque anni del magnate di Sanluri. Infine, lode a Renato, perché nonostante i disattesi proclami di inizio legislatura (“La nostra industria saranno il turismo e l’agricoltura!”) è rimasto in piedi quasi fino all’ultimo. Ha visto il fallimento degli agricoltori, della formazione professionale indipendente, l’agonia della chimica, la morte della piccola e media edilizia, del parco del Gennargentu (alla faccia della politica ambientale), il dominio di Abbanoa, la discussa vicenda Saatchi, e per concludere la spazzatura campana (tanto per tornare alla politica ambientale). Ma lui evidentemente, a differenza del nemico Silvio, sa cosa erano i nuraghi, e ciò lo rende la persona più idonea a guidare l’isola per altri cinque anni al grido di “Sardegna, fammi bello!”