di Mauro Piredda
Nel numero di marzo del nostro giornale (sardegna_nord@yahoo.it) lamentavamo la scarsa reazione dei sindacati alle malefatte di Renato Soru. E scrivevamo che se metà delle sue porcherie (politiche, sia chiaro), le avesse compiute Berlusconi, Cgil, Cisl e Uil, avrebbero messo la Sardegna a ferro e fuoco. Mentre eravamo in distribuzione, gli stessi sindacati hanno indetto una manifestazione a Cagliari contro la Regione. “Non se ne può più”, hanno detto. Ma si sono ben guardati dal convocare uno sciopero generale. L’altro aspetto, davvero impressionante, è dato dalla insofferenza anche di buona parte del centro sinistra nei confronti di Soru. La sua maggioranza si rende conto del danno politico che mister tiscali sta provocando. E allora? Be’, siamo alle solite. Davanti alla quantità di disoccupati creati da Soru, gente attenta ai problemi del lavoro come Rifondazione o il Pdci, da tempo avrebbe dovuto dichiarare la crisi. Ma siamo sinceri: quale consigliere regionale mollerebbe 20 mila euro al mese? Loro non sono così coglioni. E noi sardi, a volte sordi, non siamo così stronzi da non avere capito l’antifona.
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