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martedì 17 febbraio 2009
lunedì 16 febbraio 2009
Mariella Masoni, poetessa del sogno

di Maria Antonietta Era
SASSARI - Vorrei parlare della raccolta di poesie della scrittrice e poetessa sassarese Mariella Masoni (nella foto in alto), pubblicato da Edizioni Tas a Sassari nel 2007. Un volume da cui, tra realtà e metafora, scaturiscono palpitanti emozioni e infinite vibrazioni, pagine di rara sintesi di amore cosmico, amore totale e assoluto per ciò che è materia ma anche spirito, per ciò che e palpabile e ciò che è inafferrabile. Alchimie di sentimenti e di emozioni che si tramutano in parole. In queste pagine tutto l’arcobaleno della vita. Trovo la lettura di questo volume terapeutica per chi ha perso l’entusiasmo di vivere. Il volume contiene 78 pagine e costa 10 euro.
Note biografiche dell’Autrice: Mariella Masoni nasce a Sassari nel 1957, è attualmente docente di ruolo presso l’Istituto “M. Castelvì” di Sassari, referente da giugno 2006 di una Rete di otto scuole di Sassari e provincia, in condivisione d’intenti progettuali atti a valorizzare la cultura sarda, con il Comune di Sassari ed il Centro di cultura sarda a Berlino: Presente nell’Antologia “Altre parole d’amore con la poesia“ Turri “, e per il “ Salotto letterario”di Torino con la poesia “Momenti”. Delegata regionale del Salotto letterario della Sardegna.
“Turri”
Il seme colava tra incavi di scogliera
e la terra sembrava avere lingue d’erba
per assaporarne il caldo che sapeva di notte
e di battiti di voli come intreccio di corpi appena slegati.
Il seme colava
e lo sentivano i pendii morbidi di fremiti
come eco di montagne che a volte sono scudo
ma aprono profondo e muovono tempeste di rugiada…
Il seme colava tra voci di canto
che squarciano il fumo di nuvole sfatte d’aurora…
e lo sentivano i pendii morbidi di fremiti
come eco di montagne che a volte sono scudo
ma aprono profondo e muovono tempeste di rugiada…
Il seme colava tra voci di canto
che squarciano il fumo di nuvole sfatte d’aurora…
Il seme colava
ed il vento tra le gambe degli alberi
lo raffreddava
sentendo urlare ancora i gemiti d’aria
che danno vortici all’essere Vita…
come incoscienza…
ed il vento tra le gambe degli alberi
lo raffreddava
sentendo urlare ancora i gemiti d’aria
che danno vortici all’essere Vita…
come incoscienza…
Il seme colava tra lacrime di torrente
che vuole arrivare al mare
e il colore era fatto di spiriti lontani
che non avrebbero mai immaginato di toccare il Sole…
che vuole arrivare al mare
e il colore era fatto di spiriti lontani
che non avrebbero mai immaginato di toccare il Sole…
Il seme colava e l’ho visto nascere
come mani che sollecitano il suo sorgere…
come mani che sollecitano il suo sorgere…
Il seme colava e stringevo forte
muscoli di zolle per non perderlo…
La mia isola colava seme…..
muscoli di zolle per non perderlo…
La mia isola colava seme…..
che non sapeva di esserlo.
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Sassari, un sito per i non vedenti
di Maria Antonietta Era
SASSARI - In città è uno dei pochi esempi di attenzione al sociale coniugata al business aziendale. Finalmente operativo il sito Web Polaris Group, progettato per facilitare i disabili nell’accesso agli strumenti informatici. Mercoledì 4 febbraio 2009, si è tenuta a Sassari, presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali, la presentazione del sito Internet www.soluzionipervoi.it. Il sito è destinato agli ipovedenti di diverso grado e ai non vedenti. Rappresenta un prezioso strumento per accedere all’informazione e all’intrattenimento. Infatti, attraverso tecnologie diverse, consente agli ipovedenti di navigare scegliendo modalità di lettura personalizzate, fra le diverse dimensioni di caratteri di stampa, sfondi e colori più o meno scuri, a seconda del deficit visivo di ciascun utente. Il sito mette a disposizione, inoltre, una serie di collegamenti con link specializzati sulle problematiche relative alle disabilità, nonché diverse rubriche di intrattenimento. Lo strumento più prezioso per i non vedenti è senz’altro “My Voice”, ovvero un software che consente di utilizzare una sintesi vocale per navigare sul sito e poter “ascoltare la lettura”. Per esempio di libri, documenti, ricette e quant’altro. Sul sito, inoltre si trovano rubriche, eventi ed una sezione per interagire con l’azienda produttrice del software, che intende perfezionare e migliorare il sito sulla base degli stessi suggerimenti degli utenti. Il software è il risultato di un progetto realizzato dall’azienda “Polaris Group Soluzioni per il 2000 P.G., cofinanziato dalla stessa Polaris e dai Fondi POR della Regione Autonoma della Sardegna. Il sito Web è conforme alla Legge Stanca, n° 4/2004, per favorire ai disabili l’accesso agli strumenti informatici.
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Berlusconi: buon manager, modesto politico?
di Giuseppe Fois
Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, non ci dovrebbero essere grossi dubbi sul fatto che il Presidente Berlusconi è un imprenditore audace e un politico sfortunato, o se vogliamo un imprenditore fortunato e un politico poco audace. Conosciamo tutti la poderosa ascesa del cavaliere imprenditore, costellata di straordinari successi aziendali costruiti con grande audacia e tanta fortuna. D’altro canto, non possiamo non ammettere che le modeste esperienze dei suoi governi appartengono a un periodo storico non proprio fortunato: l’11 settembre prima e la crisi internazionale poi, sono pur sempre eventi funesti per chiunque abbia responsabilità di governo, sia esso di destra o di sinistra. Malgrado ciò, il Presidente Berlusconi non ha mai smesso di predicare miracoli e anzi, ha sempre rimarcato il successo delle sue intraprese a garanzia dei prodigi in serbo per il Paese. Ma mentre le sue aziende hanno continuano a macinare profitti e investimenti da favola, il Paese ha iniziato a navigare sempre più a vista, e ora rischia di arenarsi definitivamente tra le secche della crisi. E’ lecito dunque chiedersi dove sia finita quella forza imprenditoriale che a detta sua avrebbe dovuto portare prosperità e tanto benessere per il Paese. Sarà forse che il valente imprenditore è in fondo un modesto politico, vuoi per troppa “sfortuna”, vuoi per poca “audacia”?
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venerdì 13 febbraio 2009
giovedì 12 febbraio 2009
martedì 10 febbraio 2009
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giovedì 5 febbraio 2009
mercoledì 4 febbraio 2009
martedì 3 febbraio 2009
lunedì 2 febbraio 2009
Soru? No grazie, meglio Topo Gigio
di Mauro Piredda
I lettori che abbiano seguito il nostro giornale in questi anni, sanno che abbiamo sempre avuto posizioni laiche, ospitando pareri ed analisi anche contrastanti fra loro fra loro. E questo perché riteniamo che nessuno abbia verità in tasca. E che solo dal confronto fra opinioni diverse sia possibile trovare soluzioni condivise.
Ma c’è un punto sul quale in questi anni non abbiamo avuto esitazioni: la necessità di allontanare Renato Soru dalla guida della Regione. E la nostra non è una posizione preconcetta o partitica, ma semplicemente il frutto di un’amara constatazione: Soru, in 5 anni ha distrutto - lui sì per motivi ideologici - grosse parti dell’economia isolana.
Le sue leggi urbanistiche, nate per tutelare il territorio, si sono rivelate catastrofiche per un settore economico fondamentale come quello dell’edilizia. Solo in provincia di Sassari, ci sono centinaia fra piccole imprese, piccoli studi di geometra, manovali e muratori che hanno sempre vissuto del piccolo intervento edilizio; quello diffuso in città ma anche nelle campagne.
Tutto bloccato.
E quando si ferma l’edilizia si fermano anche le decine di settori economici e commerciali che sono strettamente connessi.
E la formazione professionale? Ci sono enti, seri e moderni, distrutti dalla furia talebana di Soru. Solo a Sassari sono andate perse centinaia di posti di lavoro.
E i tagli al mondo sportivo?
E il caos della sanità?
E i milioni di finanziamenti non spesi?
Insomma, ce n’è abbastanza per voltare pagina e cambiare.
I suoi fans dicono: Meglio Soru.
E noi rispondiamo: "No grazie, meglio Topo Gigio".
E comunque le alternative di voto non mancano: nè a destra, nè a sinistra.
I suoi fans dicono: Meglio Soru.
E noi rispondiamo: "No grazie, meglio Topo Gigio".
E comunque le alternative di voto non mancano: nè a destra, nè a sinistra.
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L’antiberlusconismo è un prodotto che vende.
di Gabriele Sanciu
E’ ormai un’espressione inflazionata, ma anche questa campagna per le regionali ha dimostrato che Berlusconi è l’unico politico che da solo tiene in piedi la sinistra. Antiberlusconismo come status symbol. Punta di diamante della lotta al potere. Il dimissionario Soru, neo padrone de “L’Unità”, da abile venditore mediatico, non si tira indietro e cavalca l’onda. Come lui ovviamente i suoi vassalli ed i suoi mandanti, che si guardano bene dal fargli mancare le munizioni necessarie. Così Veltroni, primo ministro ombra, si scaglia contro il rivale di Arcore, nell’azzeccata cornice del Teatro Verdi, ideale per mettere in scena monologhi drammatici. Il partigiano Di Pietro carica a testa bassa, inconsapevole, forse, del fatto che il Renato alleato è uno di quei politici indagati che, fino a qualche mese fa avrebbe epurato senza possibilità di appello. Gli ambienti intellettuali, abbandonati i libri ed il cinema d’autore, commentano nei salotti e nei caffè letterari le gaffe di quel Cavaliere, che più che senza macchia è una macchietta. Faccia mea culpa Ugo Cappellacci, per aver permesso al leader di partito un’ingerenza così pesante nella sua campagna elettorale. Per non essersi mostrato da subito adatto e degno della leadership regionale. Facciano mea culpa quei sardi che, da più di due anni, si lamentano dei malanni loro arrecati dal malgoverno di Soru, ma, pur di non votare per l’odiato Cavaliere, ben sopporterebbero altri cinque anni del magnate di Sanluri. Infine, lode a Renato, perché nonostante i disattesi proclami di inizio legislatura (“La nostra industria saranno il turismo e l’agricoltura!”) è rimasto in piedi quasi fino all’ultimo. Ha visto il fallimento degli agricoltori, della formazione professionale indipendente, l’agonia della chimica, la morte della piccola e media edilizia, del parco del Gennargentu (alla faccia della politica ambientale), il dominio di Abbanoa, la discussa vicenda Saatchi, e per concludere la spazzatura campana (tanto per tornare alla politica ambientale). Ma lui evidentemente, a differenza del nemico Silvio, sa cosa erano i nuraghi, e ciò lo rende la persona più idonea a guidare l’isola per altri cinque anni al grido di “Sardegna, fammi bello!”
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