lunedì 9 giugno 2008

Sardegna, il G8 è una bella vetrina

di Francesco Era
LA MADDALENA - All’indomani dello smantellamento della base USA, per le forze politiche ed istituzionali, la priorità era ridare un’occupazione stabile ai numerosi impiegati della struttura e ripensare La Maddalena e il suo arcipelago in un modo nuovo. Programmare altri indirizzi economici e convertire strutture non è mai facile e soprattutto richiede tempo. Anche perché occorre mettere in campo professionalità che siano in grado di farlo ai massimi livelli. Non va dimenticato, infatti, che si parla di un arcipelago tra i più decantati, incastonato al centro del Mediterraneo e vicinissimo alle principali capitali europee. Collegamenti aerei permettendo. Il meeting degli otto grandi arriva in un momento propizio. Mentre scriviamo, sono ancora in corso le procedure per l’assorbimento da parte dello Stato dei numerosi ex impiegati della base che devono garantire il sostentamento di molte famiglie. Ed essendo ancora molti quelli che attendono un’occupazione, un evento di questo tipo suscita nuovo entusiasmo perché può generare le condizioni per nuovi posti di lavoro. Il G8 programmato nell’isola, considerando anche i finanziamenti pubblici per circa 160 milioni di Euro su progetti per la riconversione, potrebbe determinare un effetto tale da bilanciare lo smantellamento dell’apparato militare pre esistente. Ma questo solo se le nuove strutture verranno utilizzate nel modo migliore. Sarà comunque necessario incoraggiare quelle attività complementari per creare le giuste sinergie in un comparto che da alcuni anni risente della crisi economica presente anche al di fuori dei nostri confini e soprattutto occorre agire per migliorare i collegamenti. Ma nonostante tutto, l’organizzazione nella nostra regione di questa vetrina internazionale può rappresentare una grande occasione capace di dare importanti opportunità ad un territorio che ha indiscussa vocazione turistica. Una regione che necessita di sviluppo e di un immediato rilancio per uscire dall’evidente crisi economica generalizzata. Una crisi le cui conseguenze sono state in parte mitigate dal fenomeno dei collegamenti low cost, nonostante i loro problemi di gestione.
Ben venga quindi questo tipo di eventi che servono anche a promuovere il territorio. Che potrebbe ospitare anche manifestazioni sportive, quali regate, iniziative legate alla nautica da diporto o il ripristino delle attività artigianali legate alla costruzione delle barche in legno. Tutto questo purché si tratti di creare condizioni di sviluppo sostenibile in una regione dove molti giovani ancora oggi dopo più di 50 anni continuano ad emigrare.
Il tempo a disposizione per l’organizzazione di questo G8 sembra veramente poco. Se la data di apertura dovesse essere confermata per i primi di luglio del 2009, oggettivamente, servirebbe una macchina organizzativa supersonica per completare le opere in tempo. Ma il differimento di qualche mese non sarebbe certo una tragedia. L’importante è che le opere si facciano. E che si facciano dando la possibilità agli operatori locali di essere parte degli ingranaggi e soprattutto in simbiosi con i valori paesaggistici esistenti che sono unici al mondo.

venerdì 6 giugno 2008

Ossi, lavori per il nuovo look

di Maria Laura Patta

OSSI - Sarà un periodo di lavori e di grandi cambiamenti quello che fra breve interesserà le vie del centro storico del paese. Grazie ad un mutuo di 740mila euro acceso dal comune presso la Cassa depositi e Prestiti sarà infatti possibile dare un tocco di modernità ad un centro storico in molte zone ormai decadente, ma senza per questo deturparne la bellezza originaria.I lavori approvati mediante delibera comunale del 20 marzo scorso interesseranno gradualmente la parte alta e la parte bassa del fulcro del paese allo scopo anche di evitare l’insorgere di qualsiasi tipo di disagio e per allontanare il fantasma del caos.Le opere ancora da appaltare seguiranno il progetto esecutivo di due diversi ingegneri: per la parte alta l’ingegner Fabio Cambula e per la parte bassa l’ingegner Mauro Floris.L’assessore ai lavori pubblici Cicino Canu intervistato le scorse settimane, spiega che “è ormai necessario dare un volto nuovo al cuore del paese. In particolare è importare riportare la pavime ntazione all’antico splendore sostituendo con lastre di pietra l’asfalto ormai rovinato e inadatto a ricoprire le vie del centro storico. Diciamo per capirci che alla fine dei lavori il lastricato ricorderà quello delle vie di Alghero”.L’assessore inoltre sottolinea il fatto che il rifacimento della pavimentazione sarà per di più un’ottima occasione per sostituire o quantomeno ammodernare le condotte fognarie ormai obsolete, interrare i cavi della luce e quelli della telefonia, unire insomma l’utile al dilettevole.Il fine sarà dunque quello di conferire al nucleo abitato maggiore sicurezza e donare al contempo un aspetto esteticamente piacevole.L’operazione verte anche a fare incrementare il numero dei turisti che sicuramente apprezzerano questo salto indietro nel tempo.L’assessore in ultima istanza prospetta altresì che i disagi sia per i pedoni sia per gli eventuali commercianti delle zone interessate saranno pressoché inesistenti. Staremo a vedere.

Sassari, cittadini scontenti del nuovo Puc

di Piero Garau

SASSARI - “Un piano urbanistico comunale che non risolve le esigenze dei cittadini residenti nella fascia urbana cittadina, ma soprattutto non dà risposte definitive per gli abitanti delle borgate”. Sono queste le frasi più gettonate fra i partecipanti all'assemblea pubblica dove il tema era l'analisi del Puc. E sono tanti i quesiti che i cittadini hanno rivolto all'amministrazione comunale, colpevole, secondo molti, di aver disegnato un nuovo Piano urbanistico (il precedente era del 1986), che non scioglie i nodi essenziali. Ma che, in alcuni passaggi, sarebbe peggiore del precedente. L'incontro voluto dal circolo delle libertà Rondinella, ha visto anche la partecipazione del consigliere regionale Salvatore Amadu che, nel corso del suo intervento, ha ribadito critiche e perplessità.“In questo momento - ha spiegato Amadu - il Puc è all'attenzione di Palzzo Ducale e arriverà in consiglio comunale nei prossimi giorni. Ma già da una prima lettura sono emerse grandi contraddizioni. Alcune norme che devono regolare i rapporti tra amministrazione e cittadini - ha proseguito Amadu - inducono a pensare che nei prossimi anni ci sarà un blocco dell'attività edilizia in tutto il territorio comunale”. Dal dibattito, seguito da un numeroso pubblico, sono emersi alcuni limiti che riguardano certe zone dell'ambito urbano di completamento diretto, che verranno classificate come zone B. Il problema nasce in tutte quelle aree di raccordo tra la città, le borgate e l'agro, dove salvo modifiche dell'ultim'ora, sarà impossibile edificare. Mentre un'altra buona parte dell'agro, classificata C2, è soggetta al previo consorzio tra costruttori. E questo comporta altri disagi per i proprietari dei terreni. Infatti, tenuto conto dello spezzettamento delle proprietà, diventerà difficile mettere d'accordo tutti coloro che dovrebbero consorziarsi per creare nuove aree edificabili. “Questo piano comunale è figlio del piano paesaggistico regionale - ha concluso Amadu - e non saprei se definirlo del sindaco Ganau oppure del governatore Soru. “Un appello che faccio ai consiglieri comunali di Sassari è quello di prestare molta attenzione prima di adottare decisioni che potrebbero diventare di impossibile attuazione”.