giovedì 11 giugno 2009

Immagini e attività del Circolo Sassarese

















di Maria Antonietta Era

SASSARI - Con la presidenza di Francesco Azzena, il Circolo Sassarese ha inaugurato nelle scorse settimane una nuova stagione. Infatti, lo stesso Azzena ha come obbiettivo quello di dare impulso all’attività del Circolo, avviando tutta una serie di iniziative a carattere culturale, sociale e ricreativo. Fra gli obbiettivi c’è anche quello di interagire attivamente con il tessuto culturale della città. Nell’avviare queste iniziative, partner ideale e disponibile si è rivelato Bruno Merella, figura intellettuale di spicco nel panorama sassarese. Giornalista e documentarista, profondo conoscitore della storia della nostra isola, Merella ha curato la regia di una serie di conferenze e proiezioni tenute al circolo, che ha sede nel palazzo nobile di san Sebastiano. La prima aveva per tema la Sassari del dopoguerra, nelle immagini dell’allora neonato Cineclub Sassarese. La proiezione è stata resa possibile dal contributo dei filmati di Nando Scano e Benito Castangia, autentici testimoni del tempo e protagonisti dell’evoluzione delle tecniche cinematografiche e giornalistiche in Sardegna. Importante anche la partecipazione di Carlo Dessi, uno dei responsabili del Cineclub Sassari. La seconda conferenza aveva per titolo “Segni indelebili della presenza dei templari in Sardegna”. Un tema di grande attualità e fascino, che ha avuto come relatore Francesco Tamponi, della Segreteria della Consulta Regionale dei Beni Ecclesiastici. L’ultimo incontro è stato dedicato al Supramonte con i miti, la gente e la natura. Un excursus sui nomi di spicco e sugli aspetti evolutivi del banditismo in Sardegna, un fenomeno che ha “animato” per decenni la natura selvaggia del centro dell’isola. All’incontro ha partecipato anche Graziano Nudda, direttore generale dell’Ente Foreste della Sardegna. Insomma, argomenti di grande empatia, che in futuro saranno ulteriormente approfonditi, in un armonico connubio tra degustazioni gastronomiche e momenti di socializzazione.

Sassari, successo del Mus'a

di Maria Antonietta Era
La "Pinacoteca al Canopoleno" prosegue la sua attivi






















SASSARI - Prosegue con un buon interesse da parte del pubblico l’attività del Mus'a, la Pinacoteca al Canopoleno di via Santa Caterina. Parliamo di un sito monumentale, con spazi espositivi di tutto rispetto, ubicato nel cuore del centro storico di Sassari. L’ex “Canopoleno” era stato realizzato in una poderosa cinta muraria, dentro un edificio intitolato ad Antonio Canopolo (1540-1621), arcivescovo di Oristano. Il palazzo ha ospitato il Seminario Canopoleno e la Casa Professa, inaugurati nel 1627, con insegnanti gesuiti. Nel 1824, i Gesuiti lo restaurarono e lo ampliarono, trasformandolo in “Real Convitto Canopoleno Dei Nobili”, frequentato principalmente dai figli della ricca borghesia sassarese, svolgendo una funzione educativa fino al 1848. Dal 1865 al 1933, lo stabile ospitò il liceo-ginnasio “Azuni” e dopo varie vicende e anni di abbandono, solo di recente e grazie ai fondi stanziati dal Ministero dei Beni Culturali si è potuto restaurare e mettere in sicurezza l'intero edificio. Il Museo, sotto la direzione di Alma Casula, si propone di perfezionare progetti di gestione, restauro e cura del patrimonio storico e artistico che custodisce e rende fruibile al pubblico. Un patrimonio di grande valore che, nelle varie forme, propone opere realizzate dal ‘600 al ‘900. Inoltre, la Sopraintendenza ha gia varato un calendario di iniziative che prevede conferenze, concerti e manifestazioni culturali, con l'intento di stimolare l’approfondimento sui temi di interesse etno antropologico e di interazione con il mondo dell'arte. All'interno del museo, infatti, sono a disposizione del pubblico una sala studio con postazioni internet, dotata di moderne strumentazioni audiovisive, una biblioteca specializzata, archivi e cataloghi. Il Mus’a, inoltre, è sede di laboratori di restauro d'eccellenza: le iniziative in calendario sono collegate alle Giornate Europee del Patrimonio, mentre la Sopraintendenza sta già lavorando a più ambiziosi progetti per garantire solide fondamenta scientifiche alla classificazione delle opere. Tutti questi elementi contribuiscono affinché il Mus'a abbia un ruolo attivo e dinamico nella rivitalizzazione e rivalutazione del centro storico di Sassari, che tanto sta a cuore a tutti i sassaresi. La Pinacoteca Canopoleno era stata inaugurata alcuni mesi fa con una prima mostra di dipinti del ‘600 e del ‘700 di grandissimo pregio. Dipinti in gran parte provenienti dal generoso lascito dell'imprenditore e politico sassarese Giovanni Antonio Sanna al Museo Archeologico Nazionale di Sassari, a lui dedicato. Opere conservate nei depositi dello stesso museo. Le tele sono tuttora oggetto di attenti restauri e approfonditi studi per sottrarle all'anonimato.
Il Mus’a si trova in piazza Santa Caterina, 4. / www.pinacotecamusa.it /