
di Maria Antonietta Era
SASSARI - Con la presidenza di Francesco Azzena, il Circolo Sassarese ha inaugurato nelle scorse settimane una nuova stagione. Infatti, lo stesso Azzena ha come obbiettivo quello di dare impulso all’attività del Circolo, avviando tutta una serie di iniziative a carattere culturale, sociale e ricreativo. Fra gli obbiettivi c’è anche quello di interagire attivamente con il tessuto culturale della città. Nell’avviare queste iniziative, partner ideale e disponibile si è rivelato Bruno Merella, figura intellettuale di spicco nel panorama sassarese. Giornalista e documentarista, profondo conoscitore della storia della nostra isola, Merella ha curato la regia di una serie di conferenze e proiezioni tenute al circolo, che ha sede nel palazzo nobile di san Sebastiano. La prima aveva per tema la Sassari del dopoguerra, nelle immagini dell’allora neonato Cineclub Sassarese. La proiezione è stata resa possibile dal contributo dei filmati di Nando Scano e Benito Castangia, autentici testimoni del tempo e protagonisti dell’evoluzione delle tecniche cinematografiche e giornalistiche in Sardegna. Importante anche la partecipazione di Carlo Dessi, uno dei responsabili del Cineclub Sassari. La seconda conferenza aveva per titolo “Segni indelebili della presenza dei templari in Sardegna”. Un tema di grande attualità e fascino, che ha avuto come relatore Francesco Tamponi, della Segreteria della Consulta Regionale dei Beni Ecclesiastici. L’ultimo incontro è stato dedicato al Supramonte con i miti, la gente e la natura. Un excursus sui nomi di spicco e sugli aspetti evolutivi del banditismo in Sardegna, un fenomeno che ha “animato” per decenni la natura selvaggia del centro dell’isola. All’incontro ha partecipato anche Graziano Nudda, direttore generale dell’Ente Foreste della Sardegna. Insomma, argomenti di grande empatia, che in futuro saranno ulteriormente approfonditi, in un armonico connubio tra degustazioni gastronomiche e momenti di socializzazione.




