
di Gabriele Sanciu
Passeggiando lungo il marciapiede di via Cilea, all'altezza delle elementari, un coinvolgente "ritmo latino", giunge alle orecchie dei passanti. Una giovane insegnante, tiene una lezione di ballo. Paola Cubeddu, ha deciso di aprire la sua scuola di danza. Per essere precisi, come puntualizza lei: "Latino-americana, caraibica e showdance". Alla domanda: "da quanto tempo sei in questo ambiente?", risponde senza esitazione: "Una vita". Paola balla da quando era piccolissima. Poi, circa cinque anni fa, ha iniziato a fare l'insegnante, come volontaria, all'oratorio di Latte Dolce. "Al momento, ci sono 14 iscritti tra i 7 ed i 17 anni, non è male." Dichiara sorridente. "Ma devo ammettere che è un lavoro a tempo pieno. Per avere il locale in affitto dal comune, ho dovuto fare una richiesta accompagnata dall'affiliazione ad un'associazione. Il coni fa una verifica e se hai le carte in regola la palestra è tua. A questo punto, si preparano le iscrizioni, con relativi tesseramenti, e tutta la documentazione che li accompagna." Paola ammette che è dura, e non ce l'avrebbe mai fatta senza l'aiuto di due insegnanti di ballo, Giuseppe Brocchi e Valeria Poddighe, che l'hanno sostenuta in questo progetto dandole un grosso apporto, sia materiale che umano. "La passione è senza dubbio un forte incentivo, ma spesso è difficile conciliarla con la voglia di creare un vero e proprio lavoro" La giovane insegnante, dimostra le sue capacità durante la lezione, quando osserva attentamente i movimenti delle altrettanto giovani allieve. Sa farsi sentire al di sopra della musica, corregge la postura, fa ripetere i passaggi, e se necessario non risparmia qualche rimprovero. "I bambini, sono facili da gestire, sono le più grandi quelle capricciose". Aggiungendo poi che le conosce sin dai tempi dell'oratorio. "Sto sempre attenta a farle restare coi piedi per terra, e all'occorrenza, una bella lavata di capo non si nega mai". Le ragazze, in risposta, si impegnano e seguono le direttive della loro maestra. Appare evidente che non sono li semplicemente per seguire la moda "degli amici di Maria" (la De Filippi, non la Madonna). "A tutti coloro i cui figli vorrebbero avvicinarsi al mondo della danza, consiglio di farli provare, senza obbligarli naturalmente. In questi anni ho notato gli effetti positivi che questo sport ha sui più piccoli. I bambini acquisiscono sicurezza, sono più socievoli, ed imparano a a faticare insieme per ottenere qualcosa". A dimostrazione che la scuola sia una cosa seria, ci sono anche i risultati. Lo scorso giugno, Paola e le sue allieve, si sono presentate con due balli ad una rassegna organizzata al Palazzetto dello sport di Sassari. Risultato: un primo ed un secondo posto. E di fronte alle prestazioni delle figlie, anche i genitori più titubanti danno il loro consenso per le trasferte. Prima di lasciarla, la mia ospite mi informa sui loro prossimi impegni. Per fine marzo hanno in preparazione uno spettacolo, poi, ad aprile, parteciperanno ad una gara, categoria showdance. Noi, da parte nostra, di fronte a tutto questo entusiasmo, non possiamo fare altro che tifare per loro ed augurargli un sincero in... bocca al lupo.
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