sabato 24 maggio 2008

Solidarietà e sostegno a distanza

di Francesco Carboni

Sono ormai diversi anni che si parla di sostegno a distanza. In questo tempo siamo cresciuti ed è cresciuta la nostra riflessione su una attività che viene fatta da molte realtà differenti e sulla quale forse sono già state scritte troppe pagine. Non può essere solo un sentimento di pietà e non deve essere un velato senso di colpa a spingere centinaia di persone a legarsi ad un progetto di sostegno a distanza. E non può nemmeno essere la voglia di "possedere" un bambino così lontano. Le motivazioni devono necessariamente essere più profonde.
Allora, forse è il caso di cominciare a legare al sostegno a distanza termini e concetti come senso di responsabilità, donazione gratuita, fiducia e speranza.
Senso di responsabilità significa educare le coscienze al valore di un gesto che compiuto anche da una persona sola in una parte del mondo può avere risvolti positivi o negativi in un’altra parte del mondo. è quello che prima chiamavamo "villaggio globale" ed ora abbreviamo in "globalizzazione". Il significato profondo è che esistono gesti in grado di consolidare a livello mondiale l’equilibrio squilibrato a favore di pochi. Ed esistono altrettanti gesti capaci di scardinare il cancello chiuso dell’indifferenza e del senso dell’impotenza. Il sostegno a distanza è uno di questi ultimi e, se visto in prospettiva, assume connotati ben più profondi del sentimentalistico senso di pietà. Donazione gratuita è quella che tutti dovrebbero essere capaci di fare. Uso il condizionale perchè noi in genere vogliamo che colui che riceva qualcosa da parte nostra sappia bene chi ringraziare e alimenti un senso di gratitudine nei nostri confronti. Donare gratuitamente significa invece non aspettarsi un ritorno, seppure soltanto emotivo, dal destinatario finale del nostro gesto. Fiducia è comunque una componente essenziale in questo gesto. Fiducia nell’organismo che accompagna la nostra solidarietà fino alla sua destinazione, con la giusta pretesa di trasparenza ed informazione.
Fiducia che il nostro gesto, insieme a quello di molti altri, contribuirà a costruire un futuro per tante persone.
Speranza è quello che tutti noi abbiamo nel cuore e che ci spinge a continuare. Speranza che questo cancello di indifferenza sia scardinato e che questo senso di impotenza svanisca davanti al concretizzarsi di iniziative capaci di dare strumenti e strutture a coloro che, solo per sorte, sono nati in situazioni al limite della sopravvivenza.

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