di Giuseppe Fois
Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, non ci dovrebbero essere grossi dubbi sul fatto che il Presidente Berlusconi è un imprenditore audace e un politico sfortunato, o se vogliamo un imprenditore fortunato e un politico poco audace. Conosciamo tutti la poderosa ascesa del cavaliere imprenditore, costellata di straordinari successi aziendali costruiti con grande audacia e tanta fortuna. D’altro canto, non possiamo non ammettere che le modeste esperienze dei suoi governi appartengono a un periodo storico non proprio fortunato: l’11 settembre prima e la crisi internazionale poi, sono pur sempre eventi funesti per chiunque abbia responsabilità di governo, sia esso di destra o di sinistra. Malgrado ciò, il Presidente Berlusconi non ha mai smesso di predicare miracoli e anzi, ha sempre rimarcato il successo delle sue intraprese a garanzia dei prodigi in serbo per il Paese. Ma mentre le sue aziende hanno continuano a macinare profitti e investimenti da favola, il Paese ha iniziato a navigare sempre più a vista, e ora rischia di arenarsi definitivamente tra le secche della crisi. E’ lecito dunque chiedersi dove sia finita quella forza imprenditoriale che a detta sua avrebbe dovuto portare prosperità e tanto benessere per il Paese. Sarà forse che il valente imprenditore è in fondo un modesto politico, vuoi per troppa “sfortuna”, vuoi per poca “audacia”?
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