di Francesco Carboni
L’obiettivo è guardare il cielo con gli occhi di Galileo Galilei usando una copia del suo famoso telescopio per fotografare i corpi celesti. L’astronomo pisano iniziò le sue osservazioni al cannocchiale 400 anni fa. Nell’Anno internazionale dell’astronomia e a pochi mesi dell’apertura delle celebrazioni galileiane del 2009, il Museo di storia della scienza di Firenze, che conserva le uniche quattro lenti di Galileo, lancia un progetto in collaborazione con l’Osservatorio di Arcetri e l’Istituto Nazionale di ottica applicata.
Una campagna fotografica per riprendere gli oggetti osservati dallo scienziato attraverso un telescopio che è la ricostruzione fedele dell’originale. I primi risultati, con le foto alla Luna e a Saturno, si possono già vedere nella mostra in corso fino a dicembre a Firenze al Museo di storia della scienza.
L’idea è indagare con precisione il limite fra ciò che Galilei poteva osservare con il proprio strumento e la sua interpretazione dei dati, riportata nei disegni e negli scritti. Il primo passo è stato analizzare le lenti originali di Galileo: compito svolto dall’Istituto nazionale di ottica applicata. Le copie dei vetri secenteschi sono state poi assemblate nell’osservatorio fiorentino di Arcetri.
Alla stazione sperimentale del vetro di Murano, si stanno studiando la composizione e la provenienza delle ottiche originali, in modo da fabbricarle con la maggiore fedeltà possibile. Attraverso quelle lenti, lo scienziato arrivò alla conferma del sistema copernicano.La campagna fotografica sarà pubblicata su internet per le celebrazioni del 2009.
I corpi che saranno fotografati ripercorrono le tappe delle osservazioni del padre dell’astronomia moderna, a partire da quelle che descrisse nel Siderus Nuncius: le macchie solari e le fasi di Venere, i satelliti di Giove che lui battezzò “medicei” dopo la scoperta, le Pleiadi e le “stelle nebulose” nella costellazione di Orione.
Nessun commento:
Posta un commento