Mondezza, Sassari ci prova
di Giuseppe Fois
SASSARI - "Raccolta dif-ferenziata: facciamo il salto di qualità!". Prosegue a colpi di slogan l’ambiziosa controffensiva del Comune di Sassari sul versante della raccolta differenziata. La seconda fase del progetto, avviata lo scorso febbraio con una pressante campagna informativa e con nuovi e più incisivi strumenti di raccolta e conferimento dei rifiuti da riciclo, giunge al giro di boa e si appresta a dare battaglia nei mesi a venire.
L’obiettivo del 40% è tutt’altro che impraticabile per l’amministrazione comunale, che confida nel buonsenso dei cittadini e nell’efficacia delle strategie messe in campo per arrivare puntuali al traguardo di fine 2008. L’entusiasmo che ha caratterizzato la prima fase del progetto e i risultati ottenuti nel 2007 sembrano sostenere le aspettative di Palazzo Ducale.
Cifre alla mano, infatti, i presupposti sono incoraggianti. Si parte da quota 26%, che ha consentito ingenti riduzioni di CO2 immessi nell’aria e ha contribuito alla tutela di oltre 62.000 alberi, per arrivare a una più efficace e variegata differenziazione dei rifiuti da riciclo. Già nei prossimi mesi, dunque, l’estensione del servizio a pile esauste e farmaci scaduti, gli incentivi al servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, la campagna di informazione a favore di una raccolta differenziata più efficace, i controlli e le sanzioni sulle modalità e sugli orari di conferimento, nel loro insieme potrebbero sortire risultati molto vicini agli obiettivi di fine anno.
è proprio sul versante della qualità del servizio e sulla capacità delle famiglie nel differenziare sempre più e sempre meglio, che l’amministrazione comunale ripone le migliori speranze. Non a torto. Sottrarre frazioni sempre maggiori di rifiuti erroneamente destinati alla quota indifferenziata, significa decrescere la porzione di immondizia da smaltire in discarica e contemporaneamente accrescere le percentuali di carta, plastica, vetro e frazione organica da immettere nel circuito del riciclo. Non solo. L’amministra-zione comunale precisa che più si differenzia e meno si spende, perché i costi per la collettività sarebbero alleggeriti delle spese per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziabili e di tutti gli altri costi connessi al mantenimento e la gestione delle discariche.
Non da ultimo - e anzi fine primo - più si ricicla e più si contribuisce a salvaguardare l’ambiente, un tema che è entrato prepotentemente nell’agenda politica degli amministratori di tutti i livelli e che sempre più incontra la sensibilità dei cittadini e il buonsenso degli operatori economici.
Resta sul tappeto il discorso sul termovalorizzatore, che potrebbe definitivamente trasformare il concetto di immondizia in elemento di ricchezza.
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